Grandi opere Accordo di programma entro l'anno. 220 milioni di fondi europei Centro storico, 31 i piani realmente avviati dal Comune Sono 31 i progetti realmente avviati dal Comune di Napoli per il rilancio del centro storico che sarà finanziato da 220 milioni di fondi europei Por: 23 sono i progetti preliminari, 2 i definitivi e 6 quelli esecutivi. Interessano il cuore antico della città, dall'Educandato di piazza Miracoli all'ex asilo Filangieri, passando dal complesso della Santissima Trinità delle Monache. Entro fine anno Comune di Napoli e Regione dovranno stipulare l'accordo di programma per dare il via alle gare per i lavori. Intanto, spunta fuori l'utopistico progetto redatto dal Comune per la funivia che dovrebbe unire il museo Archeologico a quello di Capodimonte. I percorsi ipotizzati dagli uffici di Palazzo San Giacomo L'utopistica funivia tra i due musei «uniti» da vetture per 70 passeggeri NAPOLI Per tutti, è un'utopia. Evidentemente, però, al Comune di Napoli qualcuno ci ha creduto. Tanto da redigere, nero su bianco, due ipotesi progettuali per la funivia che collegasse i due musei principali di Napoli: quello Archeologico nazionale con quello di Capodimonte. In due pagine, gli uffici comunali hanno infatti immaginato la costruzione di «un sistema funiviario di connessione dei due musei». «La realizzazione del collegamento ipotizzato scrivono gli uffici nello studio inviato all'assessore Oddati assume valenza strategica per Napoli consentendo di rinsaldare la cesura naturale e stratificata attualmente presente tra il Bacino centrale in particolare tra i quartieri della Sanità, Dante, Bellini, Port'Alba, Pignasecca con il Bacino Settentrionale, rappresentato dai Colli Aminei e da Capodimonte». Per il Comune, inoltre, l'intervento rispetterebbe le «politiche di mobilità sostenibile attraverso la realizzazione di sistemi alternativi di trasporto pubblico al centro della città». A palazzo San Giacomo hanno anche valutato le due ipotesi progettuali con altrettanti tracciati per la possibile funivia: c'è il tracciato 1, tra piazza Cavour e via Capodimonte, che sovrastasse la Sanità dal lato di Porta Grande; e il tracciato 2, posizionato su Corso Amedeo d'Aosta, tra piazza San Giuseppe dei Nudi e viale Colli Aminei. Per il Comune, «il tracciato uno individua la stazione di partenza in piazza Cavour e quella di arrivo nei pressi del museo di Capodimonte », mentre «il collegamento delle stazioni con l'area del museo archeologico, a valle, e col museo ed il bosco di Capodimonte, a monte, sarà assicurato scrivono i tecnici comunali da percorsi pedonali sotterranei in parte meccanizzati ». In pratica, dei tapis roulant . Ma non solo. Immaginando che da un punto di vista ingegneristico l'installazione di due piloni della funivia fosse cosa di poco conto, nonostante si parli del cuore della città, il Comune ha immaginato anche che tipo di funivia si potesse utilizzare: nel progetto si parla infatti di «impianto funiviario con sistema 'a va e vieni', con doppia cabina da 60 a 70 persone», e si spiega pure come «il sistema 'a va e vieni' prevede la presenza di due veicoli in movimento contemporaneo, diretti in senso opposto, che si arrestano in due stazioni terminali per poi invertire il loro senso di marcia grazie all'inversione del senso di rotazione della fune di trazione». Questa soluzione, per i tecnici della Iervolino, permetterebbe di avere due stazioni «quali nuovi progetti attrattivi» che si incastrerebbero in «un più complesso ed ampio processo di rigenerazione urbanistica ed ambientale del tessuto urbano». L'opera avrebbe quindi «un minimo impatto di sorvolo sul tessuto urbano e sull'edificato abitato», in quanto il tracciato della funivia individuato dal Comune di Napoli «risulta perfettamente allineato con l'asse urbano di corso Amedeo d'Aosta, sorvolando l'intera estensione della storica strada da via Santa Teresa degli Scalzi fino alla scalinata della rotonda di Capodimonte ». Un'utopia, certo. Nella quale, però, qualcuno al Comune di Napoli ha creduto. Pa. Cu.