L'intervista Il bilancio di Maurano: «Il mio orgoglio? Il Carlo V» Previsto nei prossimi giorni il passaggio di consegne alla Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici per il patrimonio di Lecce, Brindisi e Taranto. Il soprintendente ad interim Attilio Maurano torna nella sua sede di Potenza e al suo posto arriva, ancora ad interim, l'architetto Maria Costanza Pierdominici, soprintendente per il patrimonio di Bari, della Bat e di Foggia. Dopo tre anni lascia la sede leccese e rientra full time nella sua Basilicata. Quali sono state le attività più significative svolte in questo triennio? «Sicuramente l'atto che segna una svolta per l'attività futura della Soprintendenza di Lecce è l'acquisizione di una sede ad hoc, che è quella dell'ex ospedale del Santo Spirito nei pressi di Porta Rudiae. Al momento sono stati già avviati i lavori di ristrutturazione di un'ala dell'edificio e ciò garantirà una maggiore efficienza di servizi quali i laboratori, la biblioteca, la fototeca. Sinora infatti eravamo allocati in una sede provvisoria, in via Foscarini, una sede messa a disposizione dal Comune ». Molte sono state le attività di tutela. Quali gli interventi più massicci sui beni da recuperare? «Abbiamo lavorato intensamente per il recupero del Castello Alfonsino di Brindisi e per il castello Carlo V di Lecce, dove troverà spazio anche il museo della cartapesta. Ci sarà quindi un allestimento di importanti collezioni in un edificio demaniale in concessione al Comune, in gran parte restaurato. Ho avuto modo di conoscere bene il patrimonio pugliese, essendo stato anche soprintendente a Bari per tre anni, in concomitanza con Lecce. Mi spiace solo perché avrei voluto dedicare più tempo ad alcune attività che sicuramente richiedono una presenza più continuativa. Sono certo che la collega Pierdominici, che stimo, sarà all'altezza del compito che l'aspetta ». Quali sono stati gli interventi invece a tutela del paesaggio? «Sono stati molti, ma sono più problematici, perché talvolta ci sono anche stati aggiustamenti presso i tribunali amministrativi. Si interviene spesso sull'abusivismo edilizio sulla costa con controlli a tappeto. Molti comunque gli interventi per l'off shore, per verificare che siano rispettate ad esempio le distanze dal litorale e, altro tema attuale, è quello delle pale eoliche. Sono stati espressi pareri negativi in alcuni casi proprio per i parchi eolici laddove esistevano dei vincoli paesaggistici. Anche i Comuni hanno condotto spesso una selezione sulle aree dove dovevano sorgere, dimostrando così di assumere un atteggiamento molto responsabile». Con gli altri enti, da quelli territoriali all'università, c'è sempre stato uno spirito di collaborazione o sono a volte subentrate divergenze? «In linea di massima c'è sempre collaborazione, ma è anche vero che in alcuni casi possono sorgere conflittualità legate a un parere negativo. Ultimamente, ad esempio, è stato espresso parere negativo per l'ampliamento del santuario di Santa Maria di Leuca, che pur essendo un progetto sorto nella logica di uno sviluppo del turismo religioso e del territorio, andava a intaccare uno dei posti più belli d'Italia». Il bilancio è comunque positivo? «Sì, sono soddisfatto di questa esperienza. Mi spiace soltanto che non si sia potuto partecipare più attivamente alla vita culturale del territorio piuttosto che intervenire soltanto con la tutela dei suoi beni. Ci sono stati eventi, come quelli al castello di Copertino e altre iniziative sporadiche, che hanno contribuito a valorizzare i beni stessi».