De Lutzemberger: vogliamo progetti concreti Le associazioni: iniziamo dalla mostra sul Barocco C'è qualcuno che ricorda. Ricorda un preliminare di progetto, o meglio uno studio di fattibilità, approvato dall'amministrazione comunale più di dieci anni fa. Una ipotesi elaborata dagli uffici di Palazzo San Giacomo per la realizzazione della funivia dei musei dall'Archeologico a Capodimonte che ora, pare, sia stata del tutto abbandonata. Troppe le priorità in città sul fronte dei trasporti e dei collegamenti su ferro, troppo labile l'idea di collegare i due musei con un trenino. Sono passati dieci anni da allora e la questione dell'«isolamento » di Capodimonte è tornata alla ribalta, riproposta dalla nuova sovrintendente del polo museale di Capodimonte, Lorenza Mochi Onori. Il presidente dell'associazione «Amici di Capodimonte », Augusto de Lutzemberger, sgombera il campo dagli equivoci. «L'idea è bellissima, è sempre stata suggestiva, ma occorre ora lavorare su progetti reali. Insomma la proposta di una navetta sottolinea mi sembra più realistica. Una navetta che diventa fondamentale soprattutto in vista del grande evento sul Barocco che attende la pinacoteca». E il problema non riguarda certo solo Capodimonte, ma anche l'Osservatorio astronomico, la facoltà teologica e le catacombe di San Gennaro. «Quello che io sogno rivela de Lutzemberger è un collegamento che parta dalla Pignasecca, dunque nei pressi di metropolitana, Cumana e Circumflegrea, tocchi piazza Dante, il museo Archeologico, le Catacombe, la facoltà teologica, attraversi il borgo di Capodimonte, fermi a Porta piccola, giri per Porta grande e qui scarichi gli studenti dell'Osservatorio, molti dei quali arrivano alla facoltà di Monte Sant'Angelo. Per questo è necessario il collegamento alla Pignasecca». Una navetta insomma non solo da museo a museo, ma a servizio di una serie di poli culturali e di un quartiere densamente abitato. E per questo motivo il presidente dell'«Associazione» sta lavorando all'organizzazione di una tavola rotonda con il direttore dell'Osservatorio e padre Loffredo, per affrontare la questione dell'isolamento di Capodimonte. «Diciamo pure che chi è di Napoli riesce a destreggiarsi osserva de Lutzemberger . Io che a Capodimonte arrivo da piazza San Domenico arrivo a Monteoliveto a piedi, attento l'R4 e poi taglio per i Colli Aminei. I turisti invece hanno a disposizione non solo scarsi collegamenti, ma infopoint che danno indicazioni contrarie a quella della cartellonistica ». Accade così che chi passa in città perda ore per spostarsi non abbia tempo per visitare più di un museo. «E se proprio vogliono aggiungere dell'altro osserva il rpesidente dell'associazione possiamo anche dire che a Capodimonte i corcieristi non ci arrivano mai e che gli ardimentosi che vogliono scoprire il museo, dopo aver affrontato il traffico di Santa Teresa dove la sosta è del tutto indisciplinata, trovano alcuni servizi non all'altezza della domanda. E' il caso del fronte bar ristorazione che non è certo a livello di un polo museale come la pinacoteca».
NAPOLI Museo di Capodimonte. La funivia? E' un'utopia. Più pratica la navetta
L'associazione Amici di Capodimonte ha proposto una navetta per collegare il museo di Capodimonte con altri luoghi culturali della città, come l'Osservatorio astronomico, la facoltà teologica e le catacombe di San Gennaro. Il presidente dell'associazione, Augusto de Lutzemberger, sostiene che la navetta non è solo un collegamento tra musei, ma un servizio per un quartiere densamente abitato. De Lutzemberger lavora con il direttore dell'Osservatorio e padre Loffredo per affrontare la questione dell'isolamento di Capodimonte. La navetta sarebbe una soluzione più realistica rispetto a una funivia, che è stata abbandonata da anni.
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