Dichiarazione dell'interesse culturale. All'articolo 13 del Codice dei beni culturali è indicato che con questo atto si accerta la sussistenza delle caratteristiche che fanno rientrare il bene in quelli soggetti a questa disciplina; ne sono escluse le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre 50 anni prima. Viene notificata al possessore od al detentore del bene e contro di essa si può ricorrere, sempre in via amministrativa ed entro 30 giorni. Private banking. Offerta di servizi finanziari e non, di alta qualità, a un portafoglio limitato di clienti con bisogni finanziari e non, estremamente complessi in cui l'arte è spesso ricompresa Vincolo. Consiste in una limitazione del diritto di proprietà su uri bene ossia nella sua non disponibilità in mancanza di particolari autorizzazioni o di determinate formalità. Può intervenire sull'esportazione, sul restauro, sulla vendita. Di vincolo si parla in particolare per i beni di interesse artistico, storico, archeologico. Wealth management. Gestione di un complesso equilibrio tra domanda e offerta di una molteplicità di servizi e prodotti, in cui quelli inerenti all'arte sono sempre presentì, che si intersecano tra loro e che consentono alla banca di divenire il centro di fiducia della propria clientela top E soprattutto la voglia di investimento a spingere all'agguato i clienti delle gallerie di arte moderna. Secondo un'indagine sul mercato dell'arte contemporanea commissionata dalla Fondazione Agnelli, questa motivazione nel 1991 rappresentava il 44 dei casi (seguita dal collezionismo al 32 e dall' arredamento al 24) e oggi è arrivata al 51 per cento. Dati avvalorati dal fatto che tra il 1998 e il 2001 la ricchezza in arte detenuta dalle famiglie italiane, al lordo dell'inflazione, è più che raddoppiata, passando da 4.100 a 8.260 euro. Negli ultimi anni, inoltre, il crollo delle attese di elevati rendimenti dovuto a una Borsa estremamente volatile ha trasformato gli orientamenti dei risparmiatori italiani, i quali ora tendono a consolidare le proprie fortune indirizzandole verso investimenti sicuri. E l'arte è uno di questi per le sue caratteristiche di bene reale, in grado di conservare il proprio valore anche in fasi di incertezza e instabilità Ma se una persona vuole acquistare arte, investendo parte del proprio patrimonio in un dipinto, un arredo, un oggetto da collezione, a chi si può rivolgere con tranquillità? Attualmente i principali attori del mercato dell'arte sono tre: i mercanti (di antiquariatoarte antica e di arte modernacontemporanea): le case d'asta: le banche. Ecco le principali linee di funzionamento. I mercanti. I mercanti di antiquariato e di arte antica sono obbligati dalla legge a rilasciare un attestato di autenticità e di provenienza del bene e molti di loro si sono dati un codice deontologico a maggiore tutela dell'acquirente: sono, quindi, responsabili in proprio di ciò che vendono e dichiarano. Gli stessi adempimenti valgono per tutti quelli che trattano beni che hanno più di 50 anni e, quindi, rientrano nella disciplina dei beni culturali, mentre non riguardano chi tratta l'arte contemporanea. Ma attenzione: con il Codice dei beni culturali entrato in vigore il 1 maggio scorso, qualcosa sta cambiando (si veda l'opinione del legale nell'articolo a fianco). Le case d'asta. Le case d'asta operano come mandatarie dei proprietari delle opere poste in vendita e cosi non acquistano diritti né assumono obblighi in proprio: le sedute di vendita sono precedute dall'esposizione delle opere e accompagnate da un catalogo, che può rappresentare un ausilio all'acquisto. Dopo l'aggiudicazione non sono ammesse contestazioni per quanto riguarda l'autenticità e l'esatta attribuzione delle opere vendute, fatto salvo il caso provato, entro termini stabiliti, di contraffazione. Talvolta le case d'asta agiscono anche in qualità di proprietarie del lotto o di parte di esso. Il bene viene poi aggiudicato definitivamente al pagamento «dell'ammontare totale del dovuto», ossia il prezzo relativo al lotto venduto in asta, più la commissione d'acquisto e le eventuali spese di imballaggio e di spedizione. È consigliabile quindi conoscere bene la natura dell'acquisto per cui si vuole competere, leggere attentamente il catalogo della vendita, soprattutto le sezioni del glossario, delle commissioni e delle condizioni di vendita. Le banche. Recentemente si sono affacciate sul mercato alcune banche che forniscono il servizio di ari advisory nella gamma di quelli offerti dal private banking: circa il 40 delle banche attive nella gestione patrimoniale avanzata dichiarano di farlo.Ma sono poche quelle che vanno al di là di una collaborazione con case d'asta o altri consulenti e che offrono un art advisory strutturato simile a quello tradizionalmente presente nelle più blasonate case d'investimento estere. È bene anche qui informarsi in maniera approfondita su chi fa che cosa. Uart advisory deve offrire la migliore sintesi tra passione collezionistica ed esigenze patrimoniali e necessita quindi di alta professionalità su ambedue i versanti. Non solo sul rendimento si basa la convenienza Per chi si vuole avvicinare r all'investimento in arte può essere interessante avere un'idea delle dimensioni di questo importante comparto che non è solo culturale ma anche economico. Giro d'affari. «A livello globale si parta di una cifra intomo agli 8 miliardi di euro spiega Stefano Stanzani responsabile del Laboratorio sul commercio dei Beni artìstici di Nomisma ma l'Italia ha poco peso in relazione alia enorme quantità di opere d'arte prodotte: una stima approssimativa del mercato nazionale porta a rilevare un movimento di circa 500 milioni di euro. C'è da tenere comunque presente che la quota che viene investita in opere d'arte nel mondo è valutata intomo al 10 del totale degli investimenti». Rendimento. E quanto può rendere? «Il tasso di rendimento può essere ricompreso prudenaaimente tra lo 0,5 e il 10 ma i beni d'arte hanno altre caratteristiche che li rendono interessanti: non devono essere denunciati nella dichiarazione dei redditi, i liberi professionisti possono detraine le spese d'acquisto come rappresentanza analogamente alle aziende che ne possono chiedere la detrazione come costo di produzione, privati e società non sono soggette a tassazione sulle plusvalenze». Tra l'altro gli studi economici riconoscono una stretta correlazione tra i cicli del mercato dell'arte e quelli del mercato borsistico: «La motivazione più plausibile è il disinvestimento di ricchezze finanziarie prodotte sulle piazze azionar! che vengono trasferite su mercati paralleli, tra cui quello artistico». Nel quadro generale i mercanti sono in netta maggioranza rispetto alle case d'asta. «Sui 500 milioni di euro osserva Stanzani 370 sono fatturati dai primi e 130 dalle case d'asta, di cui 52 sono attribuibili alle prime 10». II gestore Dall'art advisory una consulenza complessiva I private banking italiano si sta sempre più evolvendo e gli operatori più dinamici hanno colto fin da subito l'opportunità di completare il servizio per la loro clientela primaria con l'art advisory. «È una consulenza che completa in maniera ottimale il cerchio costruito intorno all'investitore per la gestione completa del patrimonio in un'ottica di wealth management» spiega Luca Mariani, componente del team dell'unità centrale private banking del gruppo Bipielle, particolarmente attento alle esigenze della clientela più sofisticata tanto da dare vita anche un'apposita "boutique", la bresciana Banca Valori. «I clienti più facoltosi continua Mariani sono vicini ai beni artistici per vari motivi: eredità, investimento, status, passione. Ma spesso non hanno la visione complessiva dell'aspetto patrimoniale di questi asset il nostro ruolo, come consiglieri globali, è valorizzare al meglio anche questa parte di ' fortuna, rivolgendoci sia ai privati sia alle aziende sia clienti istituzionali, con opzioni studiate e applicate su misura». Ma quali sono i servizi offerti dall'art advisory? «il nostro gruppo ha un accordo con Artservice (società per l'art advisory degli antiquari italiani) continua Mariani strutturato in modo da dare risposta a tutte le esigenze della clientela: stima e consulenza sui beni posseduti, proposte d'investimento personalizzato, cura delle operazioni di disinvestimento (anche con modalità complesse nel caso di valori ingenti che prevedano l'individuazione dell'acquirente e la messa a punto di strumenti finanziari ad hoc), conservazione, trasporto, esportazione, valorizzazione dei beni artistici». Il gruppo Bipielle ha anche realizzato un apposito programma di formazione per il personale che permette ai private banker di dare una prima risposta ai quesiti della clientela con curiosità artistiche. «L'investimento in arte conclude Mariani è consigliabile in un'ottica di bene reale e quindi di mediolungo periodo, ma va evitato il fai-da-te: l'art advisory è nato proprio per garantire affidabilità e trasparenza agli investitori e incentivare il mercato dell'arte perché raggiunge anche il risparmiatore che punta a un solo pezzo e poco impegnativo, cioè chi, pur amando l'arte, teme di awicinarvisi in altri modi». Novità anche per gli acquirenti dal Codice dei beni Molte e importanti sono le novità contenute nel testo del Codice dei beni culturali entrato in vigore il 1 maggio scorso. Quali sono gli aspetti che riguardano più da vicino gli acquirenti di beni artistici? «Lasciando stare altri tipi di beni culturali spiega Lavinia Savini che segue da tempo le problematiche legali del mercato dell'arte, a livello nazionale e intemazionale è l'articolo 11 a occuparsi di opere di pittura, scultura, grafica e di qualsiasi oggetto d'arte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga a oltre 50 anni prima. Queste opere possono essere esportate (mentre le altre no) richiedendo l'autorizzazione all'apposito ufficio delle Sovrintendenze e dimostrando che sono dell'autore indicato e sono sfate eseguite nell'ultimo mezzo secolo». C'è da tenere comunque presente che per molti aspetti, anche di un certo rilievo, si rimanda a un decreto ministeriale che dovrà essere pubblicato. Per quanto riguarda gli altri beni, cioè quelli non esportabili se non per brevi periodi e soggetti a dichiarazione d'interesse culturale (si veda il glossario) «sulla notifica del vincolo l'articolo 16 da 30 giorni di tempo per ricorrere, per motivi di legittimità o dì merito; il ministero deve rispondere entro 90 annullando o riformando l'atto se accoglie le motivazioni presentate». Un esempio di vincolo? L'articolo 71 (attestato di circolazione temporanea) impone un percorso ad ostacoli a chi voglia far varcare i confini nazionali a un bene culturale anche per fini non commerciali (ad esempio una mostra): oltre a ottenere il permesso di uscita temporanea, il proprietario ha l'obbligo di assicurare il bene per un valore che il ministero ritiene congrue e di attivare una polizza fideiussoria a favore dell'amministrazione statale (oltre il 10 al valore accettato) che viene incassata se il bene non rientra nel termine stabilito. Interessante è la parte dedicata al restauro: «Gli interventi di manutenzione e restauro sui beni culturali mobili e sulle superfici decorate di beni architettonici {cioè gli affreschi) sono ora riservati in via esclusiva a chi riveste la qualifica di restauratore ai sensi della normativa vigente». Peccato che il disegno di legge per la riforma dell'insegnamento del restauro sia ancora al vaglie del Senato.