Opere pubbliche disastro troppo spesso e in troppe città: un campionario di mostri tra errori e sprechi. Nella foto una scuola abbandonata a Prato. A Prato lo scheletro di una scuola che da dieci anni aspetta l'inaugurazione ma è bloccata dai problemi burocratici Benvenuti nel cantiere Toscana: sottopassaggi costruiti troppo bassi per il transito dei camion, opere iniziate dieci anni fa e ancora da terminare, palazzine ospedaliere costruite vicino all'acqua, rotatorie che strozzano il traffico, ponti iniziati e non conclusi. E' lungo l'elenco delle opere toscane incompiute o costruite male. «Un gravissimo spreco di risorse pubbliche», ha denunciato il procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci. Che ha anche lanciato l'allarme su truffe e corruzione nella costruzione delle opere pubbliche. E anche se il monito è nazionale, non può far rifettere anche gli amministratori della Toscana. Dove uno studio dell'Irpet (vedi a pagina 2) denuncia che un'opera pubblica su quattro è stata conclusa oltre i tempi previsti. E, si sa, nei ritardi si annidano spesso gli aumenti dei costi delle opere. Acquario senza pesci. A proposito di ritardi che dire dell'acquario comunale di Livorno? Chiuso nel 1997, due anni dopo l'allora sindaco Gianfranco Lamberti decide di ampliarlo. Nel 2002 la ditta incaricata dei lavori chiude i battenti per crisi finanziaria. Lamberti cambia ditta e con i fondi europei fa proseguire i lavori. Nel frattempo nasce un contenzioso tra la nuova ditta e il Comune mentre i lavori avrebbero dovuto concludersi nel 2004. Lamberti, a fine mandato, fa una pre-inaugurazione senza pesci nelle vasche. Dopo di lui Alessandro Cosimi ricomincia da capo, assegnando i lavori nel 2007 ad una nuova ditta. Che ha promesso: entro il 2010 l'acquario sarà ristrutturato, ampliato e non mancheranno i pesci... Marciapiedi parigini. Una strada dove i marciapiedi sono molto più larghi della careggiata. E' il caso di via Garibaldi a Viareggio. Collega il lungomare con il centro della città. Molte le polemiche suscitate dalla decisione dell'ex sindaco Marco Marcucci. La strada sarebbe troppo stretta, al punto che deve per forza avere senso unico ed è ritenuta pericolosa per ciclisti e scooteristi. Ma l'ex assessore all'urbanistica e all'edilizia Fabrizio Manfredi difende la scelta: «Volevamo conferire un aspetto pedonale ad una strada dove ci sono molti negozi. Una prosecuzione della Passeggiata verso il centro storico. La carreggiata è una sola perché lo scopo della strada non è quello del transito, ma dello shopping. Così abbiamo costruito marciapiedi in stile parigino». Insomma, Parigi val bene una carreggiata in meno. Quel ponte mai costruito. Da Viareggio spostiamoci a Pietrasanta per la storia del ponte sul torrente Motrone, a Marina. L'inizio è promettente (si fa per dire): siamo nel 2007 e la gara viene aggiudicata da una ditta che però non iniziò mai i lavori. Fallì prima di azionare le ruspe. Nuovo appalto nel 2008 ma dopo l'affidamento si è dovuto procedere ad una variante. Per farla breve: un cantiere immobile per mesi e mesi; alla fine hanno rimosso il cantiere, per esigenze di traffico (siamo sul lungomare tra i più trafficati d'Italia) ma senza aver realizzato il ponte stesso. Alla fine si è tornati al ponte vecchio. Una storia da «Scherzi a parte». Purtroppo molto seria. Per i cittadini. E per le casse pubbliche. Ospedale sull'acqua. Da quasi quindici anni lo scheletro in cemento armato è lì, accanto all'ospedale di Empoli. La chiamano "palazzina E", è come una palafitta in bilico sull'Arno, fra i reparti, il nuovo San Giuseppe, e il fiume che scorre lento. La Gepco, la prima azienda che vinse l'appalto per l'ospedale, la realizzò senza le necessarie fondamenta: furono piantati pali troppo corti, nel terreno riportato dall'acqua. Così, essendo accanto all'Arno, c'era il rischio concreto che potesse, pian piano, sprofondare, tanto che i primi cedimenti strutturali avvennero quasi subito. Per questo i 14mila metri quadri sono oggi abbandonati. Adesso sono solo un enorme nido per i piccioni, non proprio salubre vista la collocazione sanitaria. Da qualche tempo, però, la Inso (società del Consorzio Etruria) si è fatta promotrice di un "project financing" per il recupero. Se andrà in porto saranno realizzate la mensa per l'ospedale, e un parcheggio coperto. Meglio tardi che mai? Dieci anni per una scuola. Dieci anni per una scuola, e ancora non siamo alla fine. E' la storia delle nuove medie di Maliseti e Narnali di Prato. Se ne parlava già negli anni '80, anche se il progetto esecutivo risale al 1999. Ma nonostante questa lunga gestazione, la struttura non è ancora pronta. Lo scorso maggio è partito il secondo lotto di lavori, affidati alla ditta Costruzioni Generali di Castel di Sangro; l'importo della gara è di 2 milioni di euro. Ma è solo un terzo del costo preventivato. Cause del clamoroso ritardo? Mancanza di soldi, problemi burocratici e intanto gli studenti aspettano... Sottopasso, no ai camion. Un nuovo sottopasso da 7 milioni di euro, che già il giorno dell'inaugurazione (il 29 maggio scorso) era vecchio. È il tunnel costruito a Rosignano, su via Forlì, un tunnel progettato e realizzato da Rfi (il Comune ha contribuito per circa 300mila euro), ma che una volta aperto al transito ha mostrato limiti di viabilità non messi in preventivo. E così i vigili hanno dovuto aggiungere alla cartellonistica il simbolo del divieto di transito a mezzi superiori ai 10 metri di lunghezza. Dunque, niente pullman. Il caso ha scatenato un putiferio tra residenti (un gruppo di cittadini, per i disagi creati dal cantiere, ha presentato una causa da 100mila euro per risarcimento danni), Comune, forze politiche e Ferrovie. Per l'attuale giunta quel sottopasso non è conforme alla convenzione firmata con Rfi. E pretende delle risposte. Che spera di ricevere venerdì prossimo a Roma, in un incontro tra gli ingegneri di Ferrovie e il sindaco Alessandro Franchi. A proposito di sottopassi, da segnalare anche quello di Torre del Lago, realizzato per evitare un passaggio a livello molto pericoloso, ma quando viene inaugurato si capisce che pullman Gt e camion grandi faticano a passarci. O addirittura sono costretti a fare marcia indietro. La rotatoria che strozza. Le rotatorie sono nate per far fluire il traffico. A Pisa ne hanno costruita una, tra il Ponte della Vittoria (quello che collega il centro della città con Cisanello e poi la Fi-Pi-Li) e piazza Guerrazzi, che è troppo stretta e, pare, non conforme al codice in quanto vi sbocca una strada a due corsie che diventa a una entrando nella rotatoria. E così la rotatoria strozza anziché dare respiro al traffico. Il Comune minimizza, ma gli autisti, costretti a fare la fila, no.