Uno dei musei più penalizzati è il Museo di Arte Orientale inaugurato a dicembre dello scorso anno e in caduta di pubblico dopo pochi mesi trainati dalleffetto di annuncio della sua apertura. I finanziamenti pubblici per il 2009, daltra parte, sono stati drasticamente decurtati e per il 2010 non ci sono attese di grandi cambiamenti. La Compagnia di San Paolo continua a rivedere il suo impegno selezionando i progetti in corso e risparmiando su ciò che si ritiene non essenziale. Va già bene se si mantengono le posizioni. Anche la fondazione Crt cerca di attrezzarsi a navigare nella crisi ed ha varato un recente interessante programma sulle Cattedrali del Piemonte. Palazzo Bricherasio chiude i battenti dopo molti anni di positiva attività e dopo essere diventato un reputato punto di incontro in un luogo strategico per la città. Il museo del Castello di Rivoli ha il cda dimissionario e il prossimo direttore non è stato ancora nominato, né mi pare sia stato indetto un concorso internazionale per dotare questo grande museo darte contemporanea della migliore personalità disponibile. La Reggia di Venaria pur sfiorando anche questanno cifre di visitatori da record, sembra coinvolta in contrastati problemi istituzionali che contrappongo Regione e ministero dei Beni culturali. Mi fermo perché non mi piace autocompiacermi di una situazione oggettivamente difficile. Tuttavia qualche segnale positivo non manca. Tra poche settimane la Gam inaugura un innovativo allestimento voluto dal direttore Danilo Eccher. Dirigerà la Fondazione per lArte della Crt Fulvio Gianaria, un appassionato cultore di arte contemporanea, capace e imprenditivo. Le mostre per i 150 anni dellUnità dItalia si preannunciano memorabili. Sullo sfondo dellarte contemporanea si staglia il grandioso progetto del riuso degli spazi delle Grandi Officine Riparazioni. Il Museo Egizio si sta dotando di una nuova prestigiosa sede. E poi gli artisti che producono cultura a Torino non si fermano per la crisi, ma continuano la loro ricerca internazionale. Attirare talenti sembra una prerogativa della nostra città e va assecondata rafforzando il sistema arte in tutte le sue componenti. In positivo ci vuole uno scatto di creatività che non ci faccia subire passivamente la crisi. Non ci sono più i soldi per organizzare costose mostre temporanee ? Bene è arrivato il momento per valorizzare le collezioni permanenti esistenti. I nostri musei sono pieni di capolavori che il pubblico ha dimenticato, di collezioni dinastiche che meritano una visita e un viaggio. Sarà possibile una riflessione meno aspra sullo spostamento e simultaneo riuso della Galleria Sabauda ? Bisogna, infine, trarre un insegnamento positivo dalla crisi anche con strategie di marketing che avvicinino il pubblico alla istituzioni culturali. Allarghiamo larea di gratuità dei musei ? Introduciamo un po di contribuzione volontaria ? Anche i privati devono fare la loro parte. docente di economia dei beni culturali alluniversità di Torino