Il Comune dice no al distributore di sigarette: deturpa lambiente. Ma il Tar lo promuove Al centro dello scontro un cubo metallico affacciato sulla Baia delle Grazie. Per i giudici lo stop è privo di motivazioni concrete Il Comune di Portovenere aveva detto no: il distributore automatico di sigarette fuori dalla tabaccheria non ci può stare. Quel cubo metallico nel paese dellUnesco, per di più affacciato sulla baia delle Grazie, era una evidente violazione delle norme di tutela del paesaggio. Ma Luca Merenda, il tabaccaio di via Libertà 231, non si è arreso. Si è affidato allavvocato Daniele Granara, ha presentato ricorso e, laltro giorno, il Tribunale Amministrativo Regionale gli ha dato ragione. Il Tar ha annullato il provvedimento sottolineando come «il diniego di autorizzazione paesaggistica impugnato sia del tutto privo di motivazione. Considerato che il provvedimento è del tutto stereotipato e nulla recita circa le caratteristiche concrete dellimpatto negativo sullassetto ambientale». Allamministrazione è stata contestata in sostanza la genericità nellesposizione delle proprie tesi. Gli ambientalisti pur sostenendo in questo caso le tesi del Comune, si chiedono come mai analogo comportamento non sia stato tenuto ad esempio sulla questione del parcheggio per 11 box di via Garibaldi, in un terreno di proprietà della Carispe. Il sindaco spiega che lok della Soprintendenza impedisce qualsiasi opposizione, e ora in paese si aspetta di vedere se alla fine qualche box se lo aggiudicheranno Andrea Corradino o Matteo Melley presidenti di Banca e della Fondazione Carispe, visto che entrambi hanno casa propria o dei famigliari a Portovenere.
LIGURIA - Portovenere, lecomostro di tabacco
Il Comune di Portovenere ha rifiutato di autorizzare il posizionamento di un distributore di sigarette automatico nel paese, affermando che deturpa il paesaggio. Tuttavia, il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha annullato il provvedimento, affermando che il diniego di autorizzazione è privo di motivazione. Il Tar ha sottolineato la genericità del provvedimento e la mancanza di caratteristiche concrete dell'impatto negativo sul paesaggio. Il tabaccaio Luca Merenda ha presentato ricorso e ha ottenuto ragione. Gli ambientalisti hanno criticato il comportamento dell'amministrazione, che ha contestato la genericità del provvedimento.
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