Alla riunione di ieri sono state rappresentate le istanze del Comune, degli imprenditori e della Soprintendenza, da mesi alle prese con un duro braccio di ferro Serviranno una decina di giorni per conoscere l'esito del "tavolo tecnico" al quale è stata affidata l'istruttoria del caso Sabato 19 Settembre 2009, Jesolo Torri, ancora un nulla di fatto. Dovrà attendere ancora una decina di giorni il Comune (e con lui tutti gli imprenditori che hanno i cantieri fermi, per un totale di 300 interventi) per sapere l'esito del Tavolo Tecnico, iniziativa promossa dal ministero per cercare di trovare un punto d'incontro tra il Comune e la Soprintendenza. Ieri, nella sede regionale del ministero ai Beni Culturali, si è tenuta la seduta conclusiva del "Tavolo", quella che doveva dare una risposta definitiva alla vicenda che sta tenendo in ballo la città. Ed invece una decisione non c'è stata: le parti hanno consegnato, in forma riservata, le loro posizioni, che ora dovranno essere valutate, per poi essere presa una posizione da parte del ministero. «Tali relazioni spiega il sindaco Francesco Calzavara saranno ora oggetto di valutazione da parte della direzione regionale al fine di valutare se siano emerse novità dal punto di vista sia procedurale che ambientale-paesaggistico tali da permettere una diversa valutazione di tutti quei permessi a costruire rilasciati ante sentenza del Tar del 18 dicembre 2008». A Venezia si sono presentati per la Soprintendenza di Venezia, il presidente Renato Codello e gli architetti Cavaggioni e D'Alessandro, per il Comune Amerigo Restucci (rettore Iuav), Roberto Rossetto e Luciano Vedorin. La situazione allo stato attuale rimane questa: sono bloccati i lavori di due torri, quella di piazza Marina ed il Terramare di via dei Pioppi; considerata la sentenza del Tar dello scorso giugno il Comune ha anche bloccato altri trecento piccoli interventi di strutture che rientrano nella fascia fronte mare. Contro questa sentenza l'altro ieri è stato depositato un ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune. Se la decisione del ministero e la sentenza al Consiglio di Stato dovessero andare male, a rischio sono altre cinque torri. «Spero che viste le aspettative e le dimensioni economiche delle operazioni in corso ha commentato ancora Calzavara il direttore Soragni, possa concludere velocemente i lavori del tavolo tecnico con una soluzione di carattere amministrativo che permetta alla nostra città di continuare in quell'opera di miglioramento ed adeguamento agli standard e alle aspettative di un turismo internazionale sempre più esigente e competitivo». Fabrizio Cibin