CAPOLAVORI. Presentata con il direttore francese Pomarède la mostra che si aprirà in Gran Guardia il 27 novembre e resterà aperta fino al 7 marzo 2010 Saranno esposte cento opere di Corot, ma anche tele di Picasso e Poussin Il sindaco: «Grande lavoro di squadra, la vicenda Goldin è superata» Paola Marini, Erminia Perbellini, Vincent Pomarède e Flavio Tosi «Oggi è una grande giornata perché si arriva alla presentazione ufficiale di una mostra di altissimo profilo». Così il sindaco Flavio Tosi ieri mattina in Sala Arazzi, aprendo un'affollatissima conferenza stampa di illustrazione di «Corot e l'arte moderna. Souvernirs et Impressions», che ha preceduto la presentazione pubblica tenutasi nel pomeriggio all'auditorium della Gran Guardia, gremito di pubblico. Dando il benvenuto a Vincent Pomarède, capo del dipartimento di Pittura del Museo del Louvre, curatore della mostra, Tosi sottolinea, ed elogia, «l'imponente lavoro di squadra» che sta alle spalle dell'evento che si aprirà il 27 novembre, con la messa a norma della Gran Guardia e con la chiusura del loggiato, pronta prima dell'inaugurazione. «La vicenda Goldin è superata- dice il sindaco- e grazie all'impegno del ministro per i Beni e le attività culturali Bondi e del suo consigliere Elkann siamo riusciti ad attivare una collaborazione con il Louvre che andrà avanti negli anni, con uno scambio culturale a tutti i livelli». L'assessore alla Cultura Mimma Perbellini, dopo aver ricordato «tutti i privati che ci accompagnano in questa avventura, dalla Banca Popolare di Verona agli altri sponsor», mette in rilievo l'accordo di collaborazione col Louvre siglato nel dicembre scorso (che porterà anche ad una grande esposizione sul Veronese, ndr), ed accenna alla campagna di promozione della mostra: ben 70 comuni della provincia hanno accolto l'invito ad ospitare incontri di presentazione. «Mostra di grande attualità- aggiunge- che parla del paesaggio e dell'ambiente e che si inserisce in un periodo in cui Verona non presenta eventi. Ci auguriamo che diventi un motivo di attrazione». Su Corot e sugli obiettivi della mostra, si sofferma il curatore Pomarède, nel suo chiaro francese, tradotto da una interprete. Dopo aver ribadito la modernità dell'artista ottocentesco, il quale affermava che «un uomo non è un uomo se non può capire l'ambiente», precisa: «Si poteva fare una rassegna monografica su Corot, ma abbiamo preferito evidenziare l'importanza del pittore nell'arte del paesaggio e confrontarlo con i predecessori, come Poussin e i fiamminghi, coi contemporanei come gli impressionisti, e coi successori come i cubisti e gli astratti». «Il cuore della mostra- continua Pomarède- sarà Corot coi suoi capolavori ma saranno esposte anche opere di Poussin, Picasso ed altri artisti che permetteranno di capire il ruolo del paesaggio e di Corot stesso nel contesto. La nostra speranza è di presentare al pubblico un modo nuovo di vedere il pittore francese e di metterlo a confronto con gli artisti che l'hanno preceduto e l'hanno seguito». «Pomarède è un grande specialista di Corot e ne leggeremo una nuova interpretazione» interviene Paola Marini, direttrice dei Civici musei d'arte e monumenti di Verona e di Castelvecchio, che organizza la mostra, di cui lei stessa ha la direzione. «Per Castelvecchio- afferma- è un grande piacere ed orgoglio rinnovare col Louvre quella collaborazione che avevamo intrapreso ai tempi dell'esposizione su Pisanello e che poi era venuta un po' meno. Ma ho visto una preziosa collaborazione all'interno di tutti i settori del Comune». Riferendosi alla mostra, Marini rileva che saranno cento le opere esposte, di cui 40 provenienti dal Louvre, mentre le altre vengono prestate da 34 musei di tutto il mondo. L'allestimento della Gran Guardia, curato da Alba di Lieto con Nicola Brunelli, vedrà una sorta di «preziose scatole» per le tre sezioni cardine: la grande storia del paesaggio; la monografia di Corot; il confronto con le altre generazioni. «Il tutto- anticipa- con la proiezione di nuvole sul soffitto e con dispositivi tecnici che creino qualche emozione ai visitatori». A proposito, quanti se ne prevedono? «Il budget- risponde- è stato fatto su una ipotesi di 70 mila visitatori, che però tentiamo di superare». E l'assessore Perbellini aggiunge: «Per le mostre di Marc Quinn abbiamo avuto 90mila persone. Ci auguriamo di raddoppiare. Stiamo lavorando per la promozione in città vicine: facciamo biglietti comulativi con Mantova, Brescia e Rovereto». «Questa esposizione- dichiara la Marini- ha una duplice ambizione: colpire il grande pubblico ed essere precisa e raffinata, con contenuti rigorosi». Somiglianza con la mostra di Reims, dal cui museo proviene il quadro scelto come simbolo «Mantes (Le Matin)»? Risponde Pomarède: «È un progetto completamente nuovo, che vuole riposizionare la figura di Corot come l'ultimo dei classici e il primo dei moderni. Abbiamo ripreso una o due sezioni della rassegna francese, ma è un progetto nuovo cui tengo moltissimo. Puntiamo sul paesaggio che, contrariamente a quanto si crede, è una delle cose più difficili da dipingere. Voglio che si capiscano i metodi di pittura degli artisti che presentiamo e così si arriverà a capire qual è l'importanza di Corot». Adesso comincia l'attesa, ingannata con quattro conferenze preparatorie, dal 6 ottobre al 3 novembre. Lorenzo Reggiani Lorenzo Reggiani
Il Louvre sbarca in città Attesi 70mila visitatori
Il sindaco Flavio Tosi ha presentato ufficialmente la mostra "Souvernirs et Impressions" di Corot e l'arte moderna, che si aprirà il 27 novembre e resterà aperta fino al 7 marzo 2010. La mostra, curata dal direttore del Louvre Vincent Pomarède, presenterà cento opere di Corot, tra cui capolavori, e opere di Picasso, Poussin e altri artisti. La mostra è il risultato di un'ampia collaborazione tra il Comune di Verona, il Louvre e altri enti. La mostra sarà esposta nella Gran Guardia e sarà accompagnata da una campagna di promozione che coinvolgerà 70 comuni della provincia.
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