Un Maggio senza soldi e senza promozione. L'edizione 2004 del Maggio dei Monumenti è nato sotto una cattiva stella: all'ultimo momento stava per saltare. Si è chiuso ieri sotto una anche peggiore: il racket voleva impedire una delle manifestazioni più suggestive, un processo da santa Inquisizione. Come se non avesse abbastanza da fare, la polizia di Napoli ha dovuto sorvegliare anche la costruzione delle macchine da spettacolo, degli apparati ricreati vi. E viene da chiedersi: ma non bastavano, visto che lo spettacolo andava in scena per conto del Comune, i vigili urbani a garantire la riuscita della preparazione dell'evento? Vigili che non si sono fatti vedere, peraltro, sin dal primo week-end. Chi ha avuto la peggio, in ogni caso, quest'anno sono stati gli spettatori. NON hanno potuto assistere a molte manifestazioni annunciate semplicemente perché non si sono tenute. La testimonianza di un operatore: «Molti avrebbero dovuto indebitarsi per realizzare l'iniziativa che avevano progettato, specialmente nel settore del teatro: in Comune chiedevi dieci, ti davano due». Si sono resi conto presto che l'idea di partecipare al Maggio era da buttare. Come il vademecum che il Comune stampò, per giunta in ritardo, in un migliaio di copie pure inutili: decine di eventi sono stati annullati in corso d'opera o hanno cambiato giorni e orari. Per non parlare dei telefoni per le informazioni: muti o costernati, annunciavano che lo spettacolo non si sarebbe più fatto o la visita sarebbe stata rinviata sine die. Partiva svantaggiato, questo Maggio, anche a causa di un calo del turismo pari al 30 per cento, secondo gli albergatori. Ma questa non può valere come giustifica. Chi è venuto a trovarci, in compenso, ha potuto godere di una vista panoramica sui cassonetti traboccanti: a funzionare a dovere è stato soltanto il bus scoperto che per sua fortuna circola anche in città meno sporche e in questo mese ha trasportato su due linee (a giugno partirà in aggiunta quella per San Martino) 24 milapersone, per il 50 per cento italiane. Hanno funzionato bene anche le giovani guide di Suor Orsola, indicando la strada a più di un turista affamato di informazioni e parlando di monumenti a ragion veduta. Non tutti possono permetterselo: eppure l'improvvisazione, nel Maggio, spesso viene premiata anche dove non sarebbe richiesta. In villa Floridiana due settimane fa c'erano tre associazioni a esibirsi nello stesso numero: quello sugli odori e i profumi. Non tutte avevano titolo. Molte associazioni nascono e muoiono col Maggio: quale garanzia di esperienza potrebbero offrire? Persino l'ordine pubblico ha lasciato a desiderare: ieri mattina in largo Miraglia i responsabili del chioschetto della Kimbo, che offriva caffè ai visitatori del centro storico, sono stati aggrediti dai proprietari dei bar della zona. E' finità in rissa. Dieci in pagella, poi, al Gruppo archeologico napoletano, che si è visto finanziare soltanto il primo week-end, quello della visita guidata alla domus romana: le altre visite, pur avendo ricevuto il marchio "non meritorio di contributo", hanno registrato 4000 visitatori attratti dall'idea delle rovine in pieno centro. Il no del Comune ha lasciato queste migliaia di persone a defluire per strada prive di servizi come navette, vigilanza, occupazioni di suolo. Eppure qualcosa ha funzionato. Non si è aperto inutilmente il foyer del San Carlo, che per ogni appuntamento di musica è stato visitato da una insolita media di 150 ascoltatori. Ha funzionato anche Progetto Museo, l'associazione di storiche dell'arte che è riuscita a rendere meno banale anche il pili ovvio degli itinerari sui "misteri di Napoli": 300 persone nella chiesa del Purgatorio ad Arco con la musica di Ciccio Merolla e centinaia di candele accese. Bene anche l'associazione Etnoria che ha organizzato uno spettacolo di qualità con Marina Suma. E la voce sempre magica di Antonella D'Agostino, che con le sue invocazioni pare venire dal fondo della terra: il suo concerto, però, non era stato annunciato a nessuno e i giornali non hanno fatto a tempo a diffonderne la notizia. E' tempo di bilanci, ma non siamo nuovi a questi momenti, che a Napoli suscitano riflessioni nel solo arco delle ventiquattrore e non servono a costruirci su nuove e future esperienze. Un elogio non si nega, nonostante tutto, a chi lavora in Comune: funzionali efficienti come Rosalba Manzo o Alfonso Artiaco non possono aver responsabilità di una edizione disastrata come quella del 2004. Ciò che manca ancora una volta è la capacità e il coraggio di operare una scelta culturale. Che toccherebbe all'assessore Giulia Parente, non certo al suo staff. La politica perseguita anche quest'anno è stata quella di offrire un ristretto palcoscenico a tutti, ma proprio a tutti, buoni e cattivi. Ma la quantità comporta una dispersione di fondi e la polverizzazione del denaro pubblico corrisponde a quella delle idee.
Chiude il Maggio dei rimpianti quest'anno il bilancio è in rosso
L'edizione 2004 del Maggio dei Monumenti a Napoli è stata un successo, nonostante le difficoltà. La manifestazione è stata organizzata dal Comune, ma la polizia e i vigili urbani non hanno garantito la riuscita dell'evento. Molti eventi sono stati annullati o cambiati, e gli spettatori hanno dovuto aspettare informazioni lente. Il calo del turismo è stato un altro problema, ma la polizia ha funzionato bene. Alcune associazioni hanno avuto successo, come Suor Orsola e Progetto Museo, che hanno offerto itinerari e spettacoli di qualità.
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