Pierotti, Pacini e Del Corso si augurano maggiore attenzione contro il degrado in cui versa l'area del Duomo «La commercializzazione dei beni culturali purtroppo esiste, è un problema annoso, che riguarda tutta le penisola e che prima o poi va affrontato». Non ha mezzi termini Piero Pierotti, profondo coniscitore della storia e dell'arte pisana, urbanista, ex docente, oggi a riposo, di storia dell'architettura alla facoltà di Lettere della nostra università. Mac Donald's fortunatamente, come in piazza di Spagna o al Pantheon, non arriverà a due passi dal Campo dei Miracoli con le sue insegne rosse e gialle giganti, ma più in punta di piedi, come conviene ad un luogo deputato all'arte. Cosa che non tutti hanno fatto, viste le insegne che spiccano, abbastanza orrende, di ristoranti e alberghi, un po' ovunque fra piazza Manin, via Cammeo e largo Cocco Griffi, con banchetti, improponibili pagode colorate, abusivi e borseggiatori. A proposito di luoghi sacri o d'arte, se padre Pio vedesse cosa è successo a San Giovanni Rotondo, con la mercificazione della fede, caccerebbe i mercanti dal tempio come Gesù, ma l'area intorno alla Torre non è da meno di altre zone turistiche italiane corrotte dalla eccessiva commercializzazione. «Fosse per Mac Donald's - aggiunge Pierotti -: è un cambio di gestione e non di destinazione d'uso. Il vero rischio è contenuto, secondo me, nel piano di recupero del santa Chiara». Lo studioso si riferisce al progetto Chiepperfield. «Mi sta bene - spiega - che la clinica chirurgica, un bell'edificio storico, venga trasformata in un hotel a 5 stelle, che senza dubbio sarà migliore della struttura attuale. Mi sta un po' meno bene che si rasi al suolo la struttura del centro trasfusionale per farci un ristorante di 2.700 metri quadri, di fronte al battistero e alla Cattedrale. Che succederà poi? Intorno a piazza Manin c'è di tutto: insegne, baracchine, ambulanti: si salvi chi può. La commercializzazione degli spazi culturali andrebbe affrontata con gli strumenti del decreto Ronchey, ma mi pare che nessuno abbia voglia di farlo. Così è successo a Pisa (sono stati tolti solo i banchi davanti al museo), così a Firenze (li han tolti davanti agli Uffizi e tutto è rimasto com'era dvanti alla chiesa di San Lorenzo). E vogliamo parlare del previsto corridio in cui spostare le bancarelle? Succederà uesto: chi ha il banco protesta e resta dov'è e lì ce ne metteranno di nuovi. Basterebbe che il Comune non rilasciasse le licenze. Le bancarelle non spariranno mai: c'è più economia lì che in tuta la città...». «Noi abbiamo protestato più volte per come viene tenuta tutta quella zona - commenta Pier Francesco Pacini, presidente della Primaziale, che ha discusso il caso con la deputazione dell'Opera -. Non è un'area di nostra competenza, ma di fatto è l'anticamera di piazza dei Miracoli. C'è degrado, non vine mantenuto un certo decoro. Ci auguriamo solo he non peggiori. Se viene Mac Donald's siamo anche contenti: magari si fa un'illuminazione più appropriata della piazza e ci si guadagna qualcosa...». «Se si volessero fare delle battaglie ideologiche - dice Mauro Del Corso, presidente degli Amici dei Musei - bisognerebbe cambiare tutto in quell'area. La localizzazione tutto sommato ci sta bene se è appropriata, come è avvenuto in altri centri storici, mentre facemmo una vera crociata contro quando volevano mettere un mac Donald's in borgo stretto o addirittura proprio in piazza dei Miracoli, angolo via Santa Maria. Se una cosa è ben fatta riqualifica: magari un punto così rivitalizza la zona anche di notte, quando diventa perfino pericolosa...».
PISA. Troppi beni culturali assediati dalla commercializzazione
Pierotti, Pacini e Del Corso si sono riuniti per discutere il degrado dell'area del Duomo a Pisa. Il problema della commercializzazione dei beni culturali è un problema annoso che riguarda tutta la penisola. Piero Pierotti, ex docente di storia dell'architettura, ha espresso preoccupazione per la presenza di insegne rosse e gialle giganti di Mac Donald's vicino al Campo dei Miracoli. Egli sostiene che la commercializzazione è un problema che deve essere affrontato con gli strumenti del decreto Ronchey. Pacini, presidente della Primaziale, ha espresso preoccupazione per il degrado dell'area e ha chiesto che il Comune non rilasciasse le licenze per le bancarelle.
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