Tanti investimenti e poco pubblico, sostiene Oliva. Ma vale solo ciò che è sostenuto dallauditel? La procedura normale sarebbe indire, come a Kassel, un concorso internazionale per la nomina del nuovo direttore Se da questo giornale rivolgessimo allassessore Oliva non dieci, ma appena qualche domanda sul futuro del Castello di Rivoli, siamo sicuri che, al contrario di altri, su ben altri argomenti, vorrà rispondere. Primo, perché la questione gli sta nobilmente a cuore (anche in questo la differenza è netta), come si è visto dal suo intervento su queste stesse pagine. Secondo, è una persona per bene e la sua propensione al confronto (laggettivo "democratico" lasciamolo stare per una volta) è sicuramente più elevata che in altri soggetti. Terzo, Rivoli è un ente di prestigio almeno pari allEgizio e a Venaria, e le sue sorti non toccano solo pochi intellettuali, ma il complesso della politica culturale del Piemonte e di Torino in specie. Per il Museo nato nel 1984 nella scenografica incompiuta juvarriana si sta chiudendo unepoca. A fine 2008 ha lasciato dopo diciottanni e sei rinnovi la direttrice Ida Giannelli, succeduta a Rudi Fuchs. Entro fine mese con la riunione del prossimo cda si congederà anche il presidente Cesare Annibaldi, altra figura storica del Museo. Insieme, a detta di molti, hanno fatto un buon lavoro portando Rivoli a polo di arte contemporanea di fama internazionale, più di quanto non si immagini qui da noi. Però, la Regione sembra poco entusiasta dellaudience, Oliva dichiara che vuole più attenzione al territorio e che i visitatori non sarebbero stati in numero proporzionale ai ricchi fondi investiti. Si vuole perciò cambiare rotta. Desiderio legittimo, anche considerando la prossima scadenza elettorale. Prima domanda, anche larte deve assoggettarsi allinarrestabile "auditelizzazione" del mondo, per cui vale solo ciò che è sostenuto dai numeri? E non importa il "come", bensì il "quanti?". Non è una domanda retorica, cui è ovvio rispondere "no": può darsi che sia proprio così. Ci sia dato però il beneficio del dubbio. In questi mesi, la gestione di Rivoli è passata a Carolyn Christov-Bakargiev, capo-curatrice dal 2002, di fatto vice di Giannelli, quindi nel segno della continuità. Padre bulgaro e madre piemontese, una laurea alla Normale di Pisa e un curriculum di tutto rispetto, Carolyn ha frattanto organizzato la biennale di Sidney, ed ora ha vinto il concorso per la direzione di Documenta di Kassel, la più importante rassegna al mondo per il contemporaneo. A ottobre, ha fatto sapere, lascia anche lei, per preparare con calma ledizione 2012 (Documenta è quinquennale). Ma se da Kassel, seconda domanda, si sono accorti di questa stretta collaboratrice di Giannelli, qualcosa vorrà dire? O la linea fin qui tenuta è da dimenticare? Questa domanda, ammettiamolo, è un po più retorica. Come se ne esce? La procedura normale sarebbe indire, come a Kassel, un concorso internazionale per la nomina del nuovo direttore, che soddisfi a fisiologiche esigenze di rinnovamento, senza rinnegare quello che è stato. Lassessore Oliva sembra invece avere una linea più decisionista, sia per il nuovo direttore, per il quale un nome già circola, sia per il presidente, che è comunque già "in tasca". Bisogna sbrogliare la matassa in tempi brevi, non cè dubbio. Ma in fondo una macchina come Rivoli ha in sé la forza dinerzia per proseguire la corsa senza scossoni. In altre parole, la struttura è certamente in grado di sopravvivere degnamente per qualche settimana anche senza un direttore di immediata nomina. Non pensa assessore Oliva, ultima domanda, di potersi e poterci concedere il lusso di qualche riflessione in più?
Torino. Rivoli, qualche domanda a Oliva
L'assessore Oliva sostiene che il Castello di Rivoli, un importante ente culturale, ha ricevuto pochi investimenti e poco pubblico. Tuttavia, la procedura normale per la nomina del nuovo direttore sarebbe di indire un concorso internazionale. Oliva vorrebbe cambiare rotta e aumentare l'attenzione al territorio, ma si chiede se l'arte debba assoggettarsi all'"auditelizzazione" del mondo, vale solo ciò che è sostenuto dai numeri. La gestione del Castello di Rivoli è passata a Carolyn Christov-Bakargiev, che ha vinto il concorso per la direzione di Documenta di Kassel. La domanda è se la linea tenuta finora sia da dimenticare.
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