Tre governatori al Cuoa: « Una sfida da vincere insieme» VICENZA. Non si parla di elezioni regionali. Arriva la benedizione telefonica del ministro dei Beni culturali Enrico [!] Bondi, che promette che il governo sosterrà la proposta di candidare, nel 2019, il Nordest a capitale europea della cultura. Il sostegno dei presidenti delle Regioni, Giancarlo Galan, per il Veneto, Renzo Tondo per il Friuli, e, dal Trentino, di Lorenzo Dellai. Il plauso di Andrea Tomat e quindi degli industriali veneti che ne intuiscono le potenzialità, anche per il mondo imprenditoriale. Muove, così, i suoi primi passi l'idea di proporre questo salto in Europa, in nome della cultura, per il territorio metropolitano nordestino. E la proposta, lanciata come una sfida dal Meeting delle classi dirigenti del Nordest, di avanzare la candidatura di questo territorio, scende dal mondo delle ipotesi per entrare in quello delle possibilità. Possibilità che sono, per ora, tutte realtà da costruire visto che la misura della sfida si gioca proprio su quello che al Nordest manca: un progetto comune che riconosca e costruisca questo come territorio unitario. Ma almeno nella tavola rotonda che ha chiuso il convegno di Altavilla Vicentina, tenuta tra i governatori e gli industriali, questa necessità di dare una svolta e costruire un patto per un unico territorio metropolitano è emersa chiara come unica condizione per vincere la candidatura. «Ce lo insegna la storia delle Olimpiadi di Torino, solo un sistema può vincere o perdere e noi l'errore di non avere voluto conquistare l'Expo per Venezia lo abbiamo pagato» dice Galan che, forse per allenarsi, annuncia che il Veneto e le Dolomiti si candide- ranno e dice che vinceranno le Olimpiadi invernali del 2017. «Certo il Nordest non esiste dice provocatoriamente ma questo non significa che si debbano moltiplicare aeroporti, università per soddisfare campanilismi e particolarismi, oggi si vince con le eccellenze». E disegna un Veneto del futuro che deve ragionare come una grande metropoli. Sulla stessa linea anche Tondo, che, afferma, patisce la competitività interna tra Friuli e Venezia Giulia: «E' finito il tempo della competizione interna, si vince o si perde tutti assieme». Insomma Trieste potrebbe mettere sul tappeto di un'avventura molte cose, tra le quali anche un Parco del Mare. «Purché non siano solo investimenti pubblici ma vi contribuiscano anche i privati». E il salto è breve e ingloba Slovenia e Croazia che stanno decidendo il raddoppio di una centrale nucleare, «cui potremmo partecipare come Nordest per utilizzare l'energia sul territorio». La proposta trova il plauso di Tomat che sostiene che l'idea di candidare il Nordest a capitale della cultura può essere il metro «della capacità di questo territorio di aggregare forze e di fare squadra».