Successi e liti. Alla Pinacoteca di Brera hanno di che festeggiare: raddoppiano i visitatori, con centomila ingressi in più. Ma è disputa accesissima con Fabriano per un'opera di Gentile. In ogni modo, la soprintendente è convinta: «E' partito il rilancio», Grande attesa per le giornate europee della cultura Al museo «in crisi» e «poco valorizzato», snobbato dal pubblico e beccato dalla critica, sono bastati otto mesi per scalare i numeri e rifarsi un'immagine. La Pinacoteca di Brera ha già registrato 253,596 visitatori nel 2009, 50 mila in più rispetto a tutto il 2008 (nonostante il biglietto costi il doppio, 10 euro). Quanto all'immagine, il museo è stato tinteggiato, l'illuminazione sostituita e i custodi hanno imparato l'inglese (bene, well), Un risultato ottenuto «grazie alle mostre dell'anno del bicentenario» - Leonardo, il restauro della Vergine di Raffaello e i ritratti di Bossi - e all'impegno di tutta la città, sorride la soprintendente Sandrina Bandiera. Milano ha risposto, dice: a fine anno i visitatori «potrebbero essere 350 mila». Peccato che sia finita in rissa con altri Comuni: quest'estate sono scoppiate due liti sulla «proprietà» di alcuni capolavori dell'arte italiana. La Pinacoteca ha chiesto (inutilmente) a Urbino la restituzione d'un vecchio prestito, l'Annunciazione del papà di Raffaello, Giovanni Santi, e una predella della Pala di Berto di Giovanni. Ora, il sindaco di Fabriano (Ancona) s'è fatto sentire con Brera per riavere il Polittico di Gentile da Fabriano (dipinto attorno al 1410), scippato dai soldati napoleonici ed esposto a Milano. La risposta? Anche qui, picche, Ognuno difende il suo. E' la vigilia delle «Giornate europee del patrimonio» in programma il 26 e il 27 settembre. Il ministero ai Beni culturali ha organizzato un calendario d'eventi e visite in tutta la Lombardia: a Milano, apre gratuitamente Brera, l'Istituto Zaccaria dei Padri Barnabiti presenta il restauro della sacrestia (via Commenda 5) e l'Abbazia di Morimondo s'illumina di sera (dalle 21 alle 23). La Pinacoteca torna al centro, dunque, dei riflettori e delle polemiche. L'ampliamento del museo è in fase di progettazione, ma è sempre vincolato al trasloco dell'Accademia. E poi ci sono le battaglie su furti e prestiti. L'ultimo fronte s'è aperto con il sindaco di Fabriano, Roberto Sorci, che in una lettera al ministro Sandro Bondi e alla soprintendente Bandera ha reclamato (a luglio) alcune predelle del Polittico di Gentile, rubato dall'eremo francescano di Santa Maria di Val di Sasso, nelle Marche, L'opera venne smembrata probabilmente già nel XVIII secolo e nel 1811 giunsero a Milano la tavola centrale e i quattro scomparti laterali inferiori, E la seconda richiesta di Fabriano in 18 anni: stesso oggetto, identica la risposta. No, C'è anche il parere del ministero. La Pinacoteca, scrive nella lettera di risposta Sandrina Bandera, comprende l'«attaccamento» di Fabriano al suo artista, ci mancherebbe, Ma ritiene la richiesta «inaccettabile» sia sul piano giuridico nonostante la collezione di Brera sia nata da espropri sia nel merito. Motivo: il Polittico è parte integrante del percorso museale fin dai suoi primi allestimenti. «Brera - insiste la Bandera - non può non avere un artista come Gentile che, dopo Giotto, è colui che ha, per circa un decennio allo schiudersi del Quattrocento, unificato le avanguardie artistiche di tutta la penisola». Distinti saluti