A Roma dovrebbe arrivare a luglio 2010, due settimane di repliche capaci di calamitare pubblico osannante, infervorato con la caciara e il pollice verso come i buoni quiriti di 2 mila anni fa, che riempivano il Colosseo per gustarsi i leoni che si mangiavano i gladiatori. «10-24 luglio al Circo Massimo», è scritto bianco su nero nella brochure circolata ieri a Londra. Tutto stabilito, dunque? Il musical Ben Hur nell'agone dei giochi antichi, diventato location della festa giallorossa, dove Venditti ha cantato Grazie Roma e Sabrina Ferilli ha fatto finta di onorare la promessa dello spogliarello per grazia (leggi scudetto) ricevuta? Le cose non stanno proprio in questo modo. Dal Campidoglio non si sbilanciano troppo. E forse l'indecisione potrebbe far slittare l'affarone dell'anno, il supervolano economico dell'estate romana prossima ventura, l'occasione che Milano ha colto al volo: i biglietti vanno già a ruba. Ma vuoi mettere la Città Eterna, il Circo Massimo, lo sfondo del Palatino? Altro che il Parco di Roma antica vagheggiato da Cutrufo. Uno sfondo capace di permettere incassi sui 500 mila euro a sera che il supershow costa alla produzione, con la vendita di diecimila biglietti a rappresentazione, ciascuno al prezzo compreso nella forbice tra 110 e 200 euro. Pubblico assicurato, da sistemare nella parte finale del Circo Massimo, l'ellisse vicina a via dei Cerchi. E qui sorgono dubbi sull'impatto del traffico e sul frastuono di automobili e autobus. Mentre le rassicurazioni sul1o show delle quadrighe fioccano: i carri a due ruote che hanno fatto da trampolino a Charlton Heston nel «Ben Hur» di celluloide, girato a Cinecittà, non giocheranno a girotondo lungo tutto il Circo, percorreranno solo qualche centinaio di metri. Ma a tutta velocità. Senonché sul colle di Marco Aurelio nicchiano. L'assessore ai Beni Culturali, Croppi, ricorda che l'intesa era su Piazza di Siena. Conferma dal Giappone l'assessore al Turismo Cutrufo, il quale sottolinea che la location di Villa Borghese era stata individuata otto mesi fa. Anche dalla segreteria del Sindaco ricordano che il Comune aveva dato l'ok per Piazza di Siena. Ora che gli organizzatori hanno alzato la posta in gioco, e chiedono un pezzo di Roma antica, tutto si rimette in discussione. Difficile sdoganare il Circo Massimo, soprattutto perché l'area non è di competenza comunale ma statale, fanno osservare. Dunque la palla passa al sovrintendente Bottini, o a chi lo sostituirà, visto che l'inquilino di Palazzo Altemps è vicino al prepensionamento. E il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, preferisce per ora non pronunciarsi. Chi si sbilancia, invece, è il sovrintendente ai Beni Culturali del Comune, Umberto Broccoli. «Corse di bighe me ne hanno proposte a decine ed ho sempre risposto: mai, a costo di passare sul mio cadavere. Ma nel caso di questo show posso fare dei distinguo», concede lungimirante, lui che è archeologo ma anche avvezzo a fare spettacolo. «In questo caso - spiega - si tratterebbe di teatro, di ricostruzione, di rievocazione. Altro stile, più elegante. In linea teorica, non mi dispiace. Possiamo parlarne con la sovrintendenza del Collegio Romano. Stiamo collaborando su molte iniziative. Entrambi, Stato e Comune, abbiamo competenza sul Circo Massimo». Sì, conviene ragionare. Ma presto. Il business Ben Hur non può attendere.