Il Consiglio di Stato salva la Sardegna dal cemento Il dossier Speculazioni edilizie bocciate. «Piano paesaggistico da rispettare» Il Consiglio di Stato boccia una speculazione in Sardegna e avverte «L'ampliamento delle abitazioni deve sottostare ai piano paesaggistico». La legge salvacoste sarde voluta nel 2004 dall'amministrazione Soru è non solo conforme alla legge e alla Costituzione ma risulta di particolare valore per la tutela del paesaggio italiano e per la preminenza dell'interesse generale, anche a tutela delle generazioni future, su quello individuale. E', in pillole, la sentenza che il Consiglio di Stato ha emesso il 7 luglio scorso confermando l'orientamento del Tar e bocciando in via definitiva il mega-progetto di villaggio turistico sulle rive dello stagno di Notteri, dove nidificano i fenicotteri rosa. Respinto di nuovo il ricorso della società Cala Giunco Srl, che fa capo al costruttore Sergio Zuncheddu, ora nell'area tutelata non sarà più possibile porre un mattone e ogni cantiere dovrà essere chiuso. Ma la decisione rende più difficile anche il cammino nell'Isola del piano-casa varato da Berlusconi in quanto ne subordina l'applicazione a vincoli paesaggistici. Un punto importante a favore delle associazioni come Amici del la Terra che hanno condotto la battaglia legale contro la lobby del cemento. Ma anche una soddisfazione per l'ex governatore Renato Soru: la legge salvacoste, infatti, fu l'antipasto del piano paesaggistico regionale sul quale, nel novembre 2008, si consumò la crisi con la sua maggioranza che lo portò alle dimissioni e alle successive elezioni anticipate dove fu sconfitto dal pidiellino Cappellacci. Scrivono i giudici di Palazzo Spada: quella legge «è di particolare rigore ma trova piena giustificazione nell'esigenza di salvaguardare un paesaggio di incomparabile bellezza che ha già subito attentati a causa della propensione italica ad un'edificazione indiscriminata». E ancora: «Nella valutazione comparativa di contrapposti interessi, quello generale alla salvaguardia del paesaggio e quello individuale e imprenditoriale allo sviluppo degli insediamenti turistici, trova piena legittimità costituzionale la previsione regionale, estesa alle lottizzazioni in corso». La decisione assume poi una portata pi ampia poiché i magistrati amministrativi si ispirano al Codice del Paesaggio, una legge dello Stato ripresa per la prima volta in Italia dal ppr sardo. E ribadiscono che, già prima che i piani urbanistici dei vari Comuni si allineassero alle norme salva-ambiente, esisteva una legge nazionale in grado di bloccare le edificazioni. Resta ferma infatti la pronuncia della Consulta del 10 febbraio 2006 in cui si affermava la competenza della Sardegna a legiferare in materia paesaggistica ad eccezione dei provvedimenti «di riforma economico-sociale». Tra questi c'è proprio il piano casa, che dunque dovrà attenersi alle norme del Codice del Paesaggio e alla legge salvacoste che ne è diretta conseguenza. Adesso appare pi ardua la ripresa di potere delle lobby dei costruttori, così come la tollerabilità di eventuali abusi giustificati dalla sanatoria governativa. Il piano Soru proteggeva in modo severo la fascia costiera, consentiva solo opere di riqualificazione urbanistica nelle zone turistiche (come la trasformazione di villaggi in hotel o la ristrutturazione di case in rovina), e poneva limiti nelle campagne. Un'inversione di tendenza rispetto al passato con l'obiettivo di fermare il modello basato su seconde case e villaggi vacanze, conservare le zone intatte e indirizzare lo sviluppo verso i centri urbani. Salvo lo stagno di Notteri, vicino a Villasimius, habitat di uccelli migratori e sito archeologico di epoca punica. Svanisce l'incubo di 140mila metri cubi di villette a spese di palude e dune, baie e promontori, falesi e isolette. Fallito il referendum per cancellare la legge salvacoste Alla domanda «volete abrogare la Legge Regionale 25 novembre 2004, n. 8 recante Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la Pianificazione Paesaggistica e la tutela del Territorio Regionale » i cittadini sardi hanno risposto di no. Il referendum sulla cosiddetta Legge salvacoste della Regione Sardegna che si è svolto il 5ottobre 2008 non ha raggiunto il quorum: solo poco più del 20 degli elettori è andato alle urne. Accanto al quesito sulla norma ve ne erano altri due riguardanti il servizio idrico integrato. Nella sua prima conferenza stampa dopo la vittoria elettorale il nuovo governatore Ugo Cappellacci aveva manifestato l'intenzione di abolire la legge e cambiare le norme che regolano edificazioni e lottizzazioni nella sua regione. Il maxiprogetto bocciato. La lottizzazione avviata dalla Cala Giunco Srl prevedeva la costruzione di un villaggio turistico da 140mila metri cubi nel comune di Villasimius. Villette ed edifici residenziali in zona «F» frontemare accanto alla zona umida Incentivi sull'acquisto di biciclette. Dal 25 settembre riparte la campagna del ministero dell'Ambiente per incentivare l'acquisto di biciclette. L'ammontare dei finanziamenti sarà di 14 milioni di euro. I fondi copriranno fino al 30 del costo del veicolo.