All'annuncio, mercoledì, che Finarte aveva vinto la gara per vendere all'asta la collezione d'arte di Alitalia, il titolo in Borsa à schizzato del 25 per cento: un'impennata che in realtà non ha molto a che fare con la quantità e la qualità delle opere dalle quali il commissario straordinario si aspetta di raccogliere come minimo un milione di euro. Segno che quando finanza e cronaca s'incontrano, è vincente l'immagine, più del contenuto. L'asta si terrà a Roma l'8 dicembre, e quello che fa effetto è la storia che la sostiene. Da queste 200 opere d'arte contemporanea, quadri, sculture e molti multipli, emerge l'immagine dell'Alitalia che fu: una grande compagnia, di prestigio internazionale e ricca di qualità e di gusto italiani. Due gli esempi. Il primo è il grande olio di Gino Severini, dipinto nel 1954 su commissione dell'Alitalia per l'inaugurazione della sede di Parigi, in rue Quatre Septembre (Opera): è una tempera su un pannello in legno in tre parti, di dimensioni enormi, 2 metri e mezzo per 4,7. Un'opera tardo-futurista che, nella scansione geometrica dello spazio richiama temi aeronautici. Il quadro fu trasferito nella sede di rue de la Paix e poi a Roma, nel Centro direzionale Alitalia. La stima attribuita da Finarte è di 350-500 mila euro, dunque quasi la metà dell'intero patrimonio. L'altro esempio di storia, che dovrebbe stuzzicare più di un collezionista-appassionato, riguarda una serie di pannelli dipinti da autori italiani per arredare la top class del Boeing 747 (il Jumbo), che negli anni Settanta vantava uno degli allestimenti più lussuosi del mondo: l'aspetto curioso è che sul retro delle opere appaiono cartigli, etichette e scritte originali, che identificano il modello di aereo e l'utilizzo del pezzo. - Una specie di «valore aggiunto» aeronautico per opere che portano le firme, tra gli altri, di Carla Accardi, Antonio Sanfllippo, Franco Angeli, Tano Festa, Francesco Lo Savio. Da segnalare anche due piccole composizioni su carta di Alberto Burri e di Lucio Fontana.
All'asta l'arte di Alitalia: anche un Severini aeronautico
Finarte ha vinto la gara per vendere all'asta la collezione d'arte di Alitalia. Il titolo in Borsa ha subito un'impennata del 25% a seguito dell'annuncio. L'asta si terrà a Roma l'8 dicembre. La collezione comprende 200 opere d'arte contemporanea, tra cui quadri, sculture e multipli. Tra le opere, emerge l'immagine dell'Alitalia come grande compagnia di prestigio internazionale. Due esempi di opere storiche sono un grande olio di Gino Severini e una serie di pannelli dipinti da autori italiani per arredare il Boeing 747. L'asta si aspetta di raccogliere almeno un milione di euro.
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