L'assessore ha presentato il piano di indirizzo. «Da rivedere i meccanismi di finanziamento alle attività culturali» Asilo notturno nella Biblioteca delle Oblate. Occhi puntati sul Maggio: «Torni ad essere un grande festival orientato sulla produzione attuale» Giuliano da Empoli conferma l'impegno per l'apertura notturna dei musei fiorentini, nell'ambito delle nuove proposte che dovranno «rivitalizzare» la città di giorno ma soprattutto dopo cena. Nel programma di «Florence is the next Florence» - la nuova strategia culturale di Firenze, presentata ieri dall'assessore - spiccano tra i temi proposti l'apertura della città alla scena internazionale, nuovi meccanismi per i finanziamenti ed attenzione alla notte cittadina. In questa parte del piano ad emergere sono proprio i musei, che negli auspici dell'assessore avranno aperture prolungate alle ore notturne. Nel programma Da Empoli dedica spazio anche al Maggio musicale, augurando- si che torni ad essere un «grande festival internazionale orientato sulla produzione attuale». Incentivare i cittadini a visitare i musei, andare a teatro, e partecipare ai concerti: ma se una coppia ha dei bimbi piccoli? Problema risolto: la Biblioteca delle Oblate, già spazio importantissimo per la «nuova Firenze culturale», ospiterà un asilo notturno. C'è infatti il progetto di allestire uno «spazio bambini» aperto dalle 20 all'una di notte, con lo scopo di consentire alle giovani coppie di lasciare i bamun concerto... Grandi progetti quindi in questo documento «provvisorio»: 16 pagine pubblicate on line sul sito del Barcamp che si svolse nel Salone dei Cinquecento lo scorso luglio, liberamente consultabili ed aperte a critiche e suggerimenti di chiunque per due settimane. Si tratta di urla sorta di guida - elaborata dallo stesso Da Empoli - per le future scelte culturali della città. Non un aggregatore di eventi, ma una filosofia di fondo per creare un ecosistema, un humus favorevole a insediare, produrre, esportare eventi culturali a 360 gradi rivoluzionando la prospettiva (anche finanziaria) e puntando sull'apertura internazionale, sull'indisciplina, sull'incontro tra arte e scienza e sulla notte. «Firenze - ha spiegato l'assessore - non ha, per fortuna, bisogno di inventarsi una dimensione culturale; ha bisogno semmai di tornare ad essere se stessa, ed è questo il suggerimento del titolo del documento, «rubato» a una ragazza che ha partecipato al barcamp. L'invito a tutti quelli che contribuiranno a questo percorso è quello di condividere l'ambizione di non porsi limiti. Firenze ha un molo da giocare in Europa e nel mondo. Basta averne voglia». Il documento si sviluppa per capitoli: dopo aver affrontato il «paradosso fiorentino» - cioè questo fatto che Firenze, al pari di altre città come Venezia o Roma, debba lottare contro «il peso schiacciante della sua eredità culturale» - Da Empoli rigetta la «strategia Bilbao» (che creò, con il Guggenheim, un contenitore museale spettacolare) che si è rivelata in alcuni casi fallimentare e fautrice di cattedrali nel deserto, e quindi punta sul «primato dei contenuti» partendo da quello che Firenze ha da offrire e promuovendo strategie completamente nuove. Altro tema: i finanziamenti. «Oggi - ha spiegato l'assessore - i meccanismi di finanziamento sono troppo frammentati e discrezionali. Abbiamo in mente di rivedere completamente, a partire dalla prossima estate, questi meccanismi e fornire un modello che possa essere adattato per tutti gli eventi». Standardizzazione del formato per presentare i progetti, e soprattutto criteri di selezione pubblici e verificabili. Il Comune finanzierà in prevalenza progetti suscettibili di mobilitare risorse di sponsor privati e saranno predisposti indicatori per la valutazione ex-post del successo delle diverse iniziative. Iniziative strategiche stanno già iniziando, per esempio la Sala d'Arme di Palazzo Vecchio dal 2010 sarà adibita ad ospitare ogni giorno un ospite di passaggio a Firenze, artista, scienziato politico o imprenditore, che racconti in mezz'ora la sua attività.