Luoghi, tempi, servizi ecco il progetto Da Empoli Sedici pagine piene di citazioni strappate a sociologi, storici, scrittori. Sedici pagine «che non vogliono essere definitive, tutt'altro: devono stimolare discussione, confronto chiaro, diretto, costruttivo». Lette dal sindaco, consegnate ieri al giudizio della commissione cultura di Palazzo Vecchio e alla conoscenza della giunta comunale: «Questo non è documento consensuale, negoziato, ma di proposta». Eccolo, il piano strategico sulla contemporaneità di Giuliano Da Empoli: uno scritto, intitolato «Florence is the next Florence», in cui l'assessore alla cultura immagina una città elastica, «non finita ma sempre disponibile alla reinvenzione», «creativa e non ricreativa», capace di mettere in atto una politica culturale «contaminata» da valori non tradizionali. Perché contemporaneità, dice Da Empoli, è anche semplificare le procedure per l'inaugurazione di nuovi locali pubblici, rinnovare radicalmente il sistema delle licenze per centri cittadini «sicuri e vivaci», ripartire insomma dai servizi snelli e poco burocratici nel segno del «meno regole e più scelta per tutti». La grande attenzione che il documento riserva alla vita notturna ribalta codici e letture che hanno imperato per lungo tempo: le regole devono esserci, ma deve esistere prima di tutto «un approccio culturale che veda nella notte non solo un problema di ordine pubblico», che offra ai fiorentini la possibilità di vivere le ore notturne in libertà: da qui, l'idea di un asilo notturno alle Oblate, dove i genitori potranno lasciare i loro piccoli per uscire senza problemi. Si parla a lungo, nel documento, di «rivoluzione spaziale», ovvero della ricognizione a 360 gradi degli spazi potenzialmente disponibili per il contemporaneo già avviata dall'assessorato (cinema e teatri chiusi, strutture industriali e superfici commerciali dismesse). L'impatto di recupero di luoghi a basso prezzo (che potranno essere riconvertiti in studi di artisti, gallerie, laboratori di promozione culturale), deve essere accompagnata da una revisione dei meccanismi di finanziamento delle attività culturali. Il banco di prova sarà la programmazione della prossima Estate (quella appena conclusa, scrive Da Empoli, «ha segnato il punto pi basso della programmazione fiorentina»): locali en plen air, sì, ma anche un'adeguata proposta culturale. L'assessorato sarà severo: saranno finanziati in prevalenza quei progetti in grado di mobilitare risorse private. Saranno stabiliti indicatori di impatto per valutare il successo delle iniziative e riconfermarle l'anno successivo. Ma è garantita la pubblicazione del bando a novembre, in forte anticipo rispetto alla prassi, e criteri di selezione trasparenti. «La confusione riguardo ai finanziamenti regna sovrana - spiega Da Empoli - le delibere si sono stratificate nel tempo, e soprattutto moltiplicate e settorializzate all'infinito, con eccessivo dispendio di forze ed energie. Provvederemo a sfrondare i troppi canali di finanziamento». E, riguardo all'intercettazione di capitali privati, «non dovremo presentare ai possibili sponsor progetti preconfezionati, ma coinvolgerli nell'ideazione, avendo come obiettivo una condivisione di intenti». Ripartire da quello che c'è: Firenze deve tornare ad essere se stessa per diventare luogo del contemporaneo. Deve rispettare il proprio dna storico e culturale, rileggendolo però con mezzi e linguaggi d'avanguardia, in sintonia con i tempi. Da qui il titolo del documento (consultabile e commentabile su www.barcamp.orgpalazzovecchio), "Florence is the next Florence»: una città capace di tornare ad essere culla del «capitalismo culturale», e di confermare la propria apertura al mondo perché «quando i canali della politica sono bloccati, la cultura rappresenta l'unico terreno di comunicazione possibile». Cooperazione, dunque, anzi, «diplomazia culturale», come la definisce Da Empoli: che parta dalla leadership tecnica mondiale di alcune istituzioni fiorentine, come l'Opificio, per costruire una rete delle città storiche sul tema del rapporto tra contemporaneo ed eredità culturale. E per istituire un centro della diplomazia culturale (allo Stibbert) con relativo premio assegnato ogni anno a personaggi «che abbiano costruito, con la loro opera, un ponte tra le culture, un luogo ideale d'incontro tra ragioni diverse e conflittuali». L'apertura della città al mondo è anche il cuore del progetto «Florence exchange», che ha i suoi punti forti in «Ambassadors», ovvero nella trasformazione della sala d'arme di Palazzo Vecchio in luogo d'incontro pubblico con rilevanti ospiti di passaggio in città e in «un media hub» internazionale. Ovvero l'offerta di spazi attrezzati, servizi mirati e agevolazioni di natura fiscali a media internazionali con sede in Italia: «con l'alta velocità ferroviaria - dice Da Empoli Firenze recupera la sua centralità, luogo di passaggio necessario tra Roma e Milano: e può proporsi come luogo di sintesi, base ideale anche per aziende straniere indecise quale tra le due metropoli scegliere". La voglia di collaborazione ricorre nell'idea di un biglietto unico per musei statali e comunali, nella rete dei musei scientifici, nell'idea di fare di Firenze il luogo per eccellenza dove la scienza dialoghi con l'arte: il progetto "Perspect" che ospiterà artisti, scienziati, architetti, economisti «che abbiano la vocazione di attraversare le frontiere disciplinari per inseguire il ritmo del mondo».
Da Empoli: Firenze città creativa e non ri-creativa
Il sindaco di Firenze, Giuliano Da Empoli, ha presentato un piano strategico sulla contemporaneità della città, intitolato "Florence is the next Florence". Il documento propone una serie di iniziative per rendere Firenze un luogo di contemporaneità, creativa e non ricreativa, con un approccio culturale che veda nella notte non solo un problema di ordine pubblico, ma anche un'opportunità per la vita notturna. Il piano prevede la creazione di un asilo notturno alle Oblate, la ricognizione a 360 gradi degli spazi potenzialmente disponibili per il contemporaneo, la revisione dei meccanismi di finanziamento delle attività culturali e la pubblicazione di un bando per la programmazione della prossima Estate.
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