Dev'essere un nuovo trampolino Può essere giusto conservare un po' di diffidenza. Del resto, i luoghi comuni sulla nostra città riconoscono che i suoi abitanti ne hanno una buona provvista. Finché i soldi promessi dal governo non saranno effettivamente in cassa, la prudenza è d'obbligo. Però, onestà intellettuale vuole che si riconosca un fatto: il ministro Bondi, nella presentazione del piano per Italia 2011 , mercoledì scorso, ha affidato sostanzialmente a Torino la primazia sia sull'organizzazione sia sulla guida progettuale delle manifestazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale. Piaccia o dispiaccia, questo appuntamento costituisce una grande opportunità per Torino, dopo la difficile stagione post-olimpica. Fissare un traguardo, mobilitare la classe dirigente per condividerlo, raccogliere tutte le risorse disponibili per realizzarlo è sempre un metodo utile per dare slancio allo sviluppo di una comunità. E' una esigenza che può valere per tutte le metropoli italiane, da Roma a Milano. Ma la particolare struttura industriale, geografica, persino culturale, di Torino rende assolutamente necessaria questa forte progettualità. A questo proposito, l'impressione, invece, è di un atteggiamento opportunistico da parte delle principali istituzioni pubbliche e private della nostra città. Ai grandi impegni verbali, alle vibrate richieste di finanziamenti, alle promesse di piena disponibilità paiono non corrispondere concrete iniziative. Come se lo scetticismo sull'effettivo desiderio del governo di assicurare i soldi necessari per la buona riuscita dell'evento, il timore di restare coinvolti nelle responsabilità per un eventuale insuccesso, la sensazione che, nel resto d'Italia, ci sia un sostanziale disinteresse per queste celebrazioni abbiano suggerito una ambigua prudenza sia nell'impegno personale sia in quello dell'istituzione che si presiede. Il clima cittadino, su questo argomento, ricorda un p0' quello che si respirava nei primi mesi della fase preolimpica. Se fosse così, sarebbe di buon augurio, visto l'esito di quella manifestazione. Ma il paragone, purtroppo, potrebbe risultare sbagliato, Ecco perché è necessario, visto i tempi ormai strettissimi per farlo, chiamare a raccolta la classe dirigente cittadina e stimolare un progetto di partecipazione, il pi possibile estesa, per cogliere tutte le opportunità di sviluppo collegate all'evento. La Stampa sente l'esigenza di evitare lo spreco di questa grande occasione per Torino e si impegnerà a contribuire affinché Italia 2011 riesca anche a costruire il trampolino dell'indispensabile nuovo rilancio della città.
Su Italia 150 troppe ambiguità
Il governo ha affidato la primazia sull'organizzazione e sulla guida progettuale delle manifestazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale a Torino. Questo appuntamento costituisce una grande opportunità per la città, ma l'impressione è di un atteggiamento opportunistico da parte delle istituzioni pubbliche e private. Le promesse di finanziamenti e le richieste di partecipazione non corrispondono a concrete iniziative. Il clima cittadino è ambiguo e il governo deve chiamare a raccolta la classe dirigente per cogliere tutte le opportunità di sviluppo collegate all'evento. La Stampa si impegnerà a contribuire per evitare lo spreco di questa grande occasione per Torino.
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