Tecnicamente la chiamano pre-missione, perché precede la visita che il sindaco Alemanno farà in Giappone a maggio del 2010, in pratica si tratta di un viaggio di lavoro a Tokyo del vice-sindaco Mauro Cutrufo, titolare anche del turismo capitolino. Obiettivo: cercare sponsor giapponesi per il restauro del Colosseo. Un'operazione, il restyling dell'Anfiteatro Flavio, per la quale si prevede una spesa iniziale di 5 milioni di euro, che potrebbero diventare 20 spalmati su tre anni d'intervento. E quale migliore sostegno finanziario se non cercare di ottenere gli investimenti made in japan? Per questo Cutrufo è volato in terra nipponica portando con sé il progetto del secondo polo turistico della Capitale, suo cavallo di battaglia, oltre a una miriade di altre iniziative che mettono Roma al centro del mondo. Il senatore vice diAlemanno già oggi illustrerà i dettagli alla Fiera Internazionale del Turismo, cui seguirà l'inaugurazione della Mostra l.'Eredità dell'Impero Romano , un appuntamento al quale doveva partecipare anche il presidente della Repubblica, rientrato in anticipo al Quirinale a causa del terribile attentato in Afghanistan. Della necessità di reperire sponsor stranieri per rimettere in sesto il Colosseo ne avevano parlato, pochi giorni fa, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e lo stesso sindaco di Roma. «Il Colosseo cade a pezzi in alcune delle sue parli e ha poco pi di 4 milioni di visitatori l'anno, troppo poco", si è lamentato il primo. «La mia inquietudine quotidiana", gli ha fatto eco il secondo. Che poi ha specificato: «Faremo un grande intervento epocale com'è stato per la Cappella Sistina, perché non si tratta solo di ripulirlo, ma di realizzare nuovi accessi». Dunque tutti d'accordo: ministero e Campidoglio, decisi dopo anni d'incuria a fare un lifting a tutta l'area dei fori. E qui entra in gioco il Giappone. Gli affreschi della Cappella Sistina sono tornati a risplendere grazie ai 13 anni di lavori e soprattutto al 18 miliardi (di vecchie lire) sborsati dal Nippon Television Network. Assicurandosi il restauro del capolavoro di Michelangelo, con trasmissioni e speciali molto seguiti dal pubblico, il governo di Tokyo riuscì a trarre ampio ricavo in termini di promozione d'immagine. Perché i giapponesi da allora furono visti come i mecenati cui si deve il recupero dei personaggi del Giudizio Universale. «Loro amano moltissimo la nostra storia e Roma in particolare», raccontava fiero Cutrufo al termine di un summit con esponenti di banche interessate a investire nel nostro Paese. «Ma, attenzione, nessuno vuole mettere le mani sul Colosseo nè piazzare una mega pubblicità in cima. Stiamo parlando di un progetto che deve essere ancora valutato nei dettagli». Un dato, però, è certo: le relazioni commerciali (oltre che diplomatiche) sono bene avviate. Basti pensare all'Italy-Japan Business Group, organismo che riunisce imprenditori di entrambi i Paesi, che ieri ha portato in città, tra gli altri, il viceministro Urso, l'ambasciatore Ando, il direttore generale di Finmeccanica e il presidente dell'Agenzia Spaziale italiana e altri manager e industriali. Per tutti l'appuntamento è a ottobre del prossimo anno: a Roma si festeggia la settimana del Giappone in Italia, magari con il Colosseo già rimesso a nuovo.
I giapponesi salveranno il Colosseo
Il vice-sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, sta cercando di ottenere sponsor giapponesi per il restauro del Colosseo. Il progetto, che prevede una spesa iniziale di 5 milioni di euro, potrebbe essere finanziato con investimenti di 20 milioni di euro su tre anni. Cutrufo è volato a Tokyo per discutere con esponenti di banche giapponesi di investire nel progetto. Il governo giapponese ha già finanziato il restauro della Cappella Sistina con 18 miliardi di vecchie lire. Cutrufo ha affermato che i giapponesi amano molto la storia e Roma, e che le relazioni commerciali e diplomatiche sono bene avviate.
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