LE ISOLE più piccole dei nostri mari tra vincoli e divieti sono quasi inaccessibili. Ma una pur doverosa tutela ambientale scrivevamo in agosto si deve accompagnare alle aperture ad un turismo possibile e consapevole, pena il declino di questi paradisi naturali. Alle osservazioni risponde il Presidente del Parco dell'arcipelago toscano, Mario Tozzi. Caro vicedirettore Avellini, vorrei rassicurare lei e il suo lettore Carlo G. di Terni. Tutte le isole dell'Arcipelago Toscano sono visitabili, nel rispetto delle regole dettate da normative dell'Ue che sarebbero vigenti anche se il Parco non esistesse. Le posso assicurare che moltissimi turisti vengono a trovarci ringraziandoci di far rispettare le regole e di conservare quel poco che è rimasto. Del resto è stato proprio il Parco, contrariamente a quanto si crede, a riaprire le visite a isole che altrimenti erano sottratte alla pubblica fruizione (carceri, riserve di caccia). Nel 1996 il Parco ha riaperto alla fruizione l'isola di Pianosa, contribuendo a far chiudere un carcere di massima sicurezza, a cui si è fortemente opposto anche nei mesi scorsi, visto che qualcuno oggi lo vorrebbe riattivare. Di più, con il presidio carcerario esistente rimasto sull'Isola, collabora per il recupero dei detenuti con attività di manutenzione dell'ambiente e del territorio. E fa lo stesso con l'isola di Gorgona, dove invece vige un effettivo regime carcerario, che necessità di severe regole per la sicurezza, ma che è comunque visitabile. Montecristo è riserva naturale dello Stato dal 1971. Dal 1977 è inserita nella Rete Europea delle riserve biogenetiche del Consiglio d'Europa. Con un Decreto della Marina mercantile del 1988 si estende la tutela integrale a mille metri di mare dalla costa per la protezione della foca monaca e nello stesso 1988, il Consiglio d'Europa gli riconosce il Diploma Europeo delle aree protette, distinzione internazionale che viene attribuita dopo severe istruttorie. Secondo leì si può aprire alla fruizione turistica senza regole un ambiente così delicato? Tutti questi vincoli sono nati prima del Parco. Attualmente Montecristo è gestita dal Corpo Forestale dello Stato di Follonica in collaborazione con il Parco e da due anni a questa parte il Parco stesso ha addirittura aumentato la fruizione di Montecristo per le scuole e i residenti dell'Arcipelago Toscano promuovendone la conoscenza con corsi informativi e visite organizzate. L'Isola di Giannutri, che non è certo chiusa alle visite, è priva di servizi pubblici ed ha avuto bisogno di una nuova regolamentazione perché, i turisti male informati e sprovvisti di qualsiasi assistenza sul posto, una volta lì si arrangiano come possono, mettendo a rischio un ambiente da proteggere. Sull'Elba, Capraia e Giglio non ci sono divieti di alcun tipo. Il Parco non è solo chiusura e i vincoli sono in realtà opportunità straordinarie di sviluppo, a volerle cogliere. La disinformazione va combattuta e anche lei potrebbe aiutarci a farlo, magari documentandosi su quale sia la storia di queste isole e quello che il Parco fa e ha fatto . Può trovare molte altre informazioni sul sito www.islepark.it. E' poi naturale che si preferiscano altri paesi, dove però un lussuoso resort costa 30 dollari al giorno e si mangia con 5 dollari. La scommessa sul futuro la perdono gli operatori esosi e poco accorti non coloro che tutelano l'ambiente.