Se Padova vuole un auditorium o desidera riprendersi il Castello dei Carraresi, deve darsi una mossa e dichiarare i suoi progetti. Ma difficilmente potranno arrivare finanziamenti dal governo. Questo il succo del pensiero del sottosegretario al Ministero della Cultura Nicola Bono in visita, ieri, in città. L'esponente di An si è espresso in modo più diplomatico di fronte alla platea che lo ha accolto a Palazzo Santo Stefano. Ma la sostanza non cambia: secondo lui, sono gli enti locali che devono imporsi. Sul tanto discusso auditorium, l'onorevole pone una questione di metodo: «I cosiddetti contenitori di cultura fanno parte di quelle competenze che spettano alle amministrazioni del territorio -spiega - e visto che un progetto simile comporta oneri molto elevati, nulla vieta l'intervento di fondazioni o il ricorso al project financing. Non si può concepire il Ministero come un grazioso principe che elargisce fondi». Per quanto riguarda il Castello dei Carraresi, che continua a versare in uno stato di semiabbandono, il Ministero dei Beni culturali continua a tenere aperto un canale con il Dicastero della Giustizia, proprietario del vecchio carcere. Un punto resta fermo: «fl Castello non è di proprietà del Comune. Finora nessuno mi ha detto con precisione quale è la volontà di Padova al riguardo. Se lo vuole, il Comune lo deve comprare. Se non ce la fa, può integrare i fondi in diverse maniere». «Agli amministratori - continua -noi offriamo un nuovo codice che permette l'entrata nelle attività culturali di nuovi soggetti che non sono per forza privati: possono essere anche fondazioni pubbliche o fondazioni bancarie». Arrivato in mattinata all'aeroporto di Venezia, l'onorevole Bono ha trascorso una giornata fitta di appuntamenti nel Padovano: dall'incontro con associazioni e amministratori locali al museo Bino Formaggio, dall'inaugurazione della mostra «Gesù di Gianquinto» nel museo diocesano agli esotici danzatori di Bali in scena a Este. Accompagnato dall'assessore provinciale alla Cultura Vera Slepoj e dall'onorevole Filippo Ascierto, il sottosegretario ha inaugurato il mese della Cultura. «Padova è una provincia che presenta attività d'eccellenza in campo culturale - afferma Bono - e devo dire che questo settore è amministrato con grande determinazione: mi è stato difficile sfuggire al placcaggio dell'assessore Slepoj che, per il film su Sant'Antonio, mi avrà chiamato un migliaio di volte, giorno e notte».