CARRARA. Il Comitato per la salvaguardia dei ponti storici è tornato a riunirsi più combattivo di prima. In seguito al blocco del progetto comunale per l'abbattimento dei due ponti della Bugia e di Groppoli da parte della Soprintendenza alle Belle Arti di Lucca, l'amministrazione non ha più messo a conoscenza il gruppo di alcun piano alternativo, malgrado avesse promesso ai suoi membri un incontro. «Per questo siamo intenzionati a riorganizzarci - affermano i cittadini - e questa volta, se sarà necessario, anche con azioni più eclatanti». Nel mesi scorsi il comitato aveva organizzato cortei e fiaccolate serali nel centro storico, passando sui vari ponti. Intanto, le piogge stanno ricominciando e il Carrione torna a gonfiarsi spaventosamente. Nella zona di Mortarola, nelle immediate vicinanze di Bedizzano, lo scultore Mario Del Sarto, le cui sculture furono portate via dalla piena del 2003, denuncia una situazione ad alto rischio: il torrente sarebbe carico e non solo d'acqua, ma di sassi d'ogni dimensione, nonché di tronchi d'albero, tra cui un intero castagno. «Ciò sta a significare ancora una volta che il problema è a monte», sottolineano dal Comitato, «e che ben poco è stato fatto per la messa in sicurezza del torrente: nel 2003 il disastro fu compiuto dalla mancata pulizia del letto del Carrione che fece sì che le sue acque s'incanalassero per le strade. Il problema quindi, continua a non consistere nei ponti, ma dipende dalla mancata messa in sicurezza dei ravaneti». I ponti, al contrario, secondo gli ingegneri consulenti del gruppo, potrebbero essere salvati grazie a progetti studiati ad hoc e ad una maggiore attenzione per le specificità ambientali del territorio. Se gli interventi che l'amministrazione sta facendo sono quelli che interessano il dragaggio del Carrione, il Comitato obietta che eliminare le briglie costruite per rallentare le acque, senza predisporre nuovamente le gore che esistevano al tempo in cui sulle rive sorgevano segherie e che aiutavano il deflusso dell'acqua, significherebbe trasformare il fiume in un canale le cui acque scorrerebbero ad altissima e pericolosa velocità. Intanto ieri mattina il presidente di Italia Nostra, Mario Venutelli, ha avuto un incontro con Di Ronzo, funzionario della Soprintendenza, che si è reso nuovamente disponibile ad approfondire le richieste dei cittadini, nonché a visionare i progetti degli ingegneri del Comitato. Se quindi la protesta e le richieste di incontri con l'amministrazione non riusciranno a far breccia per far tornare il Comune sui propri passi, il Comitato annuncia che ricorrerà alle vie legali, seguendo l'esempio del Comitato dell'ex Cava Viti della vicina Montignoso.