CAGLIARI. Primo «sì» al Piano casa sardo. Lo ha dato la commissione Urbanistica del Consiglio regionale con il voto contrario delle opposizioni. Introdotte novità nel testo della giunta: niente premi volumetrici a case e ville al mare e «recupero» di sottotetti e seminterrati. Il centrodestra, sostenendo che è soprattutto una risposta alla crisi economica e alla paralisi dell'edilizia e che il vero piano casa è in elaborazione, ha esultato per aver rispettato i tempi: ora l'aula dell'assemblea potrebbe dare il via libera definitivo entro metà ottobre. All'opposizione il Pd non ha criminalizzato l'aumento delle volumetrie (forse perché c'è grande attesa) ma ha denunciato i numerosi punti di incostituzionalità che rischiano di provocare incertezze e contenziosi anche tra cittadini e ha messo in guardia dal rischio di aggirare i vincoli di salvaguardia non solo nelle zone paesaggisticamente sensibili ma anche in quelle a rischio idrogeologico. Molto critico anche il giudizio del comunista Carlo Sechi. Vediamo innanzitutto le novità introdotte dalla commissione. La prima è stata imposta dal Psd'Az con un emendamento di Giacomo Sanna non in linea con la politica del centrodestra: nella fascia costiera di 300 metri premi volumetrici solo agli alberghi (più 10) e niente alle residenze (seconde case e ville). Subito accolta dalle opposizioni, la proposta sardista è stata però votata anche dalla maggioranza, all'interno della quale si è però aperto uno scontro in vista del dibattito in aula: la giunta, infatti, sembra orientata a riproporre il testo originale che prevedeva il premio anche a seconde case e ville, ma alcuni settori della coalizione di governo sarebbero contrari. Ieri il Psd'Az, forse accontendandosi del segnale già lanciato, ha ritirato altri emendamenti «esplosivi», come quello che puntava a cancellare del tutto l'articolo che modifica il Piano paesaggistico. La seconda novità, approvata dal centrodestra con l'astensione del Pd, riguarda i sottotetti e i seminterrati esistenti: potranno avere l'abitabilità se rispondono a determinati requisiti. Per il resto la commissione ha confermato le norme proposte dalla giunta per i premi volumetrici anche in deroga alle norme esistenti e alle previsioni comunali. Per gli alberghi nella fascia costiera di 300 metri (150 nelle isole minori) l'aumento del 10 può essere concesso solo per i servizi. Nelle altre zone aumento del 20 (anche per i posti letto) sino al 30 in caso di ristrutturazioni per il risparmio energetico. Per il residenziale, l'aumento minimo (escluse le zone turistiche a mare) è del 20, che sale a 30 o al 35 in casi di interventi sul risparmio energetico. Nei centri storici nessuna premialità per le costruzioni con più di cinquant'anni. Nelle città sono esclusi i palazzi. Per le zone agricole l'aumento minimo, senza distinzione tra residenziale e struttura aziendale, è del 20, ridotto al 10 nella fascia costieri dai 300 ai 2000 metri, nei 300 metri dal mare 10 per cento solo per miglioramenti architettonici. Particolari agevolazioni (sino a un aumento massimo del 45) nel caso di demolizioni e ricostruzioni con miglioramenti architettonici. L'aumento massimo è previsto per la demolizione di unità residenziali nella fascia costiera e la cessione del terreno a uso pubblico con in cambio concessione edilizia nel centro abitato del comune. Il presidente della commissione Urbanistica, Matteo Sanna (Pd), ha detto che è «un necessario per lo sviluppo economico che aprirà uno spiraglio importante per la ripresa del settore edile». Ha escluso che ci possa essere una cementificazione del territorio: «Siamo riusciti a tutelare il territorio senza bloccare lo sviluppo, come fatto da altri». Il vice presidente Cesare Moriconi, assieme agli altri due rappresentanti del Pd Gavino Manca e Luigi Lotto, questo testo «va a incontro ad un sicuro rilievo di incostituzionalità e rischia di rimanere una mera proposta propagandistica priva di possibilità attuative». Ben diversa, hanno spiegato, «è la proposta del Pd, con veri incentivi anche finanziari perché sia davvero un piano casa al servizio di chi ne ha bisogno, che riproporremo nel dibattito in aula».
SARDEGNA - Primo sì al Piano casa, scontro sulle coste
La commissione Urbanistica del Consiglio regionale ha approvato il Piano casa sardo, con il voto contrario delle opposizioni. Il testo ha introdotto novità, come la cancellazione dei premi volumetrici per le case e le ville al mare, e il recupero di sottotetti e seminterrati. Il centrodestra ha sostenuto la decisione, mentre l'opposizione ha denunciato punti di incostituzionalità e ha messo in guardia dal rischio di aggirare i vincoli di salvaguardia. Le novità includono anche l'aumento del 10% per gli alberghi nella fascia costiera e il 20% per le residenze, con un massimo del 45% per le demolizioni e ricostruzioni con miglioramenti architettonici.
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