PADOVA «Per dare una scossa alla nostra economia è necessario approvare in tempi rapidi il Piano casa». A lanciare l'appello (sotto forma di lettera aperta) ai 104 sindaci dei Comuni del Padovano è il presidente provinciale di Unindustria Francesco Peghin. «Il Piano è una leva per dare rilanciare l'economia aggiunge il leader degli industriali così si può far ripartire domanda e occupazione, rinnovando gli edifici industriali nel segno di energia pulita ed edilizia sostenibile ». Una leva che solo a Padova secondo le stime del centro- studi Cresme potrebbe attivare investimenti per un miliardo di euro, solo per le prime case, senza considerare gli edifici produttivi. «Chiedo ai sindaci della provincia di adottarlo con la massima celerità, anche prima della scadenza ultima prevista a fine ottobre» continua. Nella sua lettera ai primi cittadini, il numero uno degli industriali padovani sollecita gli amministratori a pronunciarsi il prima possibile sulle norme di applicazione del «Piano casa» nel proprio territorio, soprattutto per quel che riguarda le seconde case e gli immobili non residenziali, quindi capannoni, magazzini, laboratori, insediamenti turistici. «Il Piano casa si legge nella missiva di Peghin rappresenta nel breve l'unico strumento normativo che consenta alle aziende di ampliare o riqualificare gli insediamenti produttivi con modalità snelle e semplificate. I Comuni hanno un ruolo-chiave nel deliberare se, e con quali limiti, adottarlo: dalle percentuali di ampliamento alla delimitazione delle aree a cui applicare le nuove norme ». Il presidente di Confindustria si sofferma in particolare sulla necessità di «garantire alle attività produttive insediate nelle zone industriali dei Comuni i benefici promossi dalla legge regionale». Secondo i criteri fissati dalla legge regionale sugli ampliamenti edilizi per gli edifici non residenziali, purché non situati nei centri storici, l'ampliamento potrà essere del 20, mentre per quelli costruiti prima del 1989 è possibile la demolizione e ricostruzione con aumenti di cubatura fino al 40 se realizzati con tecniche di edilizia sostenibile e fonti di energia rinnovabili (fino al 50 in caso di ricomposizione planivolumetrica oggetto di piano attuativo). «In una fase di forte difficoltà conclude il presidente Peghin le nuove disposizioni edilizie sugli edifici produttivi vengono incontro alla determinazione di quegli imprenditori che, nonostante la crisi, hanno il coraggio di investire e guardano avanti».