A Novara, l'Antonelli, padre dell'omonima Mole tormese, abbattè l'antica cattedrale romanica per costruirvi sopra Santa Maria Assunta, l'attuale duomo cittadino. Quello di Casale Monferrato, invece, fu affidato alle cure del conte Edoardo Arborio Mella e si salvò, ma il restauro fu talmente profondo che dell'antica Sant'Evasio ora si può ammirare solo il meraviglioso nartece. Quella delle cattedrali piemontesi è una storia di innesti su radici antiche, di contaminazione tra vita religiosa e civile e di rimaneggiamenti architettonici profondi su un patrimonio che mostra i segni del tempo: per salvarlo e per salvare i legami tra la fede e la tradizione civile, monsinor Germano Zaccheo, il vescovo di Casale spentosi a Fatima nel novembre del 2007, lanciò il progetto «città e cattedrali». Si tratta di una collaborazione tra la Fondazione Crt, le diocesi di Piemonte e Valle d'Aosta e le istituzioni pubbliche per finanziare 32 interventi di restauro su 18 cattedrali; una per diocesi, compresa Tortona, che fa parte del Piemonte ma, nell'organizzazione della Chiesa, rientra nella conferenza episcopale ligure. Del contributo pubblico, inizialmente, si fece carico la Regione Piemonte, che poi dovette passare la mano al ministero per i beni e le attività culturali. L'ultimo stanziamento - via Arcus, l'agenzia governativa per arte, cultura e spettacolo - è arrivato nei giorni scorsi: 6,7 milioni di euro, per completare gli interventi che avranno un costo complessivo di 20 milioni e saranno completati entro il 2011. «Quando ci sono progetti qualificanti le risorse si trovano - ha detto presentando l'iniziativa a Torino il ministro Sandro Bondi -, anche se quelle del ministero sono sottostimate rispetto alle necessità». I fondi sono stati egualmente ripartiti tra i proprietari (le diocesi), la società civile (Crt) e le istituzioni (ministero) e la scelta dei progetti è avvenuta al termine di un esame rigoroso e con l'obiettivo di creare un «sistema museale integrato finalizzato alla diffusione, alla conoscenza ed alla messa in rete di pregevoli patrimoni storico-artistici» come recita il dossier della Crt. In pratica, dopo aver consolidato le strutture, restaurato capitelli e stucchi, adeguato gli impianti e riordinato gli spazi anche in relazione alle esigenze liturgiche, le chiese saranno inserite in un nroramma di valorizzazione turistica, he mira a rinsaldare i lgami tra i luoghi di culto e i loro territori. Perché, come ha spiegato il presidente della fondazione Crt Andrea Comba, «la cattedrale rappresenta una città nella città, è il centro intellettuale e morale del tessuto urbano, ne racconta le vicende». Di «ruolo fortemente simbolico della Cattedrale nella civitas» ha parlato, alla presentazione dell'ultimo lotto di interventi, Liliana Pittarello. Il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte ha citato ad esempio i lavori alla cattedrale di Alba, che hanno portato a riscoprire, ha detto, «il maestoso scalone di ingresso alla chiesa tardio romanica e il fonte battesimale, confermando l'origine paleocrisitiana prima soltanto ipotizzata. Ancora, nella Cattedrale di Sant'Evasio a Casale, si vanno chiarendo le fasi più antiche, dopo che lavori precedenti avevano evidenziato il primo impianto del grande e misterioso nartece risalente al XII secolo» ha aggiunto, auspicando un analogo impegno in favore dei palazzi pubblici e degli archivi delle Cattedrali. «Il completamento di questo programma d'investimenti - ci spiega il vescovo di Pinerolo, Piergiorgio Debernardi - corona il sogno di monsignor Zaccheo, che nell'anno del Giubileo ebbe la felice intuizione di riunire tutti i cantieri delle diocesi in questo progetto di riordino, di cui si iniziano a vedere i frutti». Possono considerarsi conclusi i restauri di Aosta, Saluzzo e Susa. «La cattedrale valdostana è stata terminata in occasione del nono centenario dalla morte di Sant'Anselrno e il Papa ha potuto visitarla in estate» ricordai! vescovo delegato ai beni ecclesiastici della conferenza episcopale piemontese. che ha incontrato Bondi con i vescovi di Ivrea, Arrigo Miglio, di Alessandria, Giuseppe Versaldi, di Saluzzo, Giuseppe Guerrulli, e di Aosta, Giuseppe Anfossi. «Si trattava di investimenti indilazionabii, - spiega Debernardi - perchè ci siamo resi conto che esiste un flusso crescente di fedeli e di turisti, anche stranieri, ai quali vogliamo aprire le porte delle nostre chiese, così come esiste un problema di valorizzazione e di tutela del loro patrimonio artistico, cui danno una risposta importante i musei delle cattedrali».