OSTIA Abbandonate a loro stesse, spesso dimenticate e sottoposte all'azione dei vandali e al degrado, le aree archeologiche del litorale romano, in tutto circa 255 mila metri quadrati (175 mila a Ostia e 60 mila a Fiumicino) rischiano dl scomparire o, comunque, di riportare gravi e irreversibili danni. L'associazione culturale «Severiana» ha presentato un esposto alla magistratura; la commissione Cultura del XIII Municipio ha chiesto una maggiore tutela degli scavi riguardanti la villa di Plinio all'interno di Castelfusano. «Nell'entroterra di Ostia - afferma Andrea Schiavone, presidente della Severiana le aree archeologiche sono in uno stato pietoso, abbandonate a sé stesse. A partire, per esempio, da quella a Piazza Giovanni Omiccioli a Malafede, oppure dei rittovarnenti in località Fralana sulla via di Acilia e all'interno al Camping Fabolous, dove, in particolare, è stato ritrovato un bellissimo mosaico raffigurante il dio Nettuno, molto simile agli altri due mosaici delle Terme dentro Ostia Antica e a quello della Villa di Plinio, all'interno di Castelfusano. Anche il XIII Municipio - denuncia Schiavone ha responsabilità precise, si tratta di reperti che ricadendo in aree comunali, dovrebbero essere valorizzati. Ed invece assistiamo al completo abbandono. A Piazza Omiccioli la villa romana è una latrina per cani e senza alcuna vigilanza, scompaiono giorno dopo giorno tessere dei mosaici». «Non abbiamo fondi allarga le braccia sconsolato Angelo Pellegrino della Sovrintendenza archeologica Nel territorio di Ostia abbiamo 18 siti accertati, scavati e recintati, ma è impossibile tenerli sotto controllo. La maggior parte dei ritrovamenti vengono catalogati e poi ricoperti, per evitare furti ed il danneggiamento del sito (è accaduto di recente in piazza Gregoriopoli a Ostia Antica, dove il colombaio venuto alla luce nel corso dei lavori di rifacimenta della piazza è stato ricoperto). Abbiamo tecnici e studiosi ma senza fondi non si pu avviare nessuno studio concreto. L'unico intervento previsto sarà messo in atto per le ville romane di Dragoncello, i cui mosaici sono stati in esposizione a Berlino per dieci anni e che sono tornati ad Ostia Antica. Con i fondi previsti per gli art. 11 sarà possibile sistemare il sito ed allestire un piccolo museo da affidare alla Terza Università». «Il Municipio deve prendere in mano la situazione annuncia Monica Picca, presidente della comrnissione Cultura - Per la tutela dei monumenti vorremmo lanciare una sorta di volontariato, lasciando che siano associazioni e scuole a adottare in maniera concreta le aree archeologiche, assicurandone la cura e la pulizia».
OSTIA - Aree archeologiche tra vandali e incuria
Le aree archeologiche del litorale romano, in totale circa 255 mila metri quadrati, sono state abbandonate e sottoposte al degrado. L'associazione culturale Severiana ha presentato un esposto alla magistratura. La commissione Cultura del XIII Municipio ha chiesto una maggiore tutela degli scavi riguardanti la villa di Plinio. Le aree archeologiche sono in uno stato pietoso, con reperti che ricadono in aree comunali e dovrebbero essere valorizzati. Il XIII Municipio ha responsabilità precise, ma non ha fondi per tenere sotto controllo i siti. La maggior parte dei ritrovamenti vengono catalogati e poi ricoperti per evitare furti e danni.
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