Preoccupa l'accorpamento di Brescia e Verona. Due interrogazioni di Pd e Idv, mentre il Collegio costruttori scrive a ministro. Stamane il passaggio di consegne Passaggio di consegne, stamane in via Gezio Calmi, tra Luca Rinaldi e il nuovo soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Brescia, Cremona e Mantova, Andrea Alberti, già insediatosi il 27 agosto scorso. Analogo appuntamento è fissato per lo stesso Alberti domani a Verona; l'architetto ferrarese che subentra a Rinaldi, infatti, ha anche assunto la titolarità ad interim della Soprintendenza di Verona, Vicenza e Rovigo, lasciando invece quella del Veneto orientale. E proprio questa doppia titolarità - che «non dipende da noi, ma dal sistema di pensionamenti e da leggi di risparmio sulla spesa pubblica», spiega il diretto interessato, sottolineando comunque che l'incarico veronese è ad interim e auspicando che «le cose si risolvano nel modo migliore» - sta suscitando preoccupazioni e critiche nei confronti del Ministero per i beni culturali. Il «caso» arriva a Roma La questione arriverà addirittura a Roma come oggetto di due interrogazioni parlamentari presentate l'una dal Partito democratico - con la firma dell'ex sindaco di Brescia Paolo Corsini - e l'altra dall'Italia dei Valori, sottoscritta anche da Di Pietro. Ma perplessità è stata espressa in tempi recenti anche in altre sedi. Pochi giorni fa, il Collegio costruttori di Brescia ha inviato una lettera al ministro Sandro Bondi. «Non intendiamo certo entrare nel merito di questo avvicendamento, né mettere in discussione la professionalità del nuovo soprintendente - premette il presidente, Giuliano Campana -; quel che ci preoccupa è che l'accorpamento di due soprintendenze possa avere come conseguenza il rallentamento delle nostre pratiche, in un contesto burocratico ed economico che già non è facile». La lettera attende ora risposta. Ha invece ricevuto replica immediata da parte del sindaco Adriano Paroli l'interpellanza presentata lunedì in Consiglio comunale dal consigliere del Pd Claudio Bragaglio, che però - come già nelle settimane passate avevano fatto altri da più parti - si è concentrato anche sulle modalità del trasferimento di Rinaldi. «C'è modo e modo di spostare dirigenti e funzionari sul territorio», ha infatti esordito Bragaglio, accusando il Governo di aver «confinato Rinaldi in una zona periferica». E lo stesso Paroli ha concluso il suo intervento parlando di «modalità di sostituzione penalizzanti per la persona». A dire il vero, la destinazione dell'architetto che ha retto la Soprintendenza di Brescia per otto anni - e che in questa fase preferisce non rilasciare commenti - è ancora ignota, nonostante il suo contratto sia scaduto da un mese. Sabato scorso sul sito del sindacato Uil-Beni culturali - che ha diffuso per primo l'organigramma delle nuove nomine da parte del Ministero - è apparsa la notizia di un possibile trasferimento di Rinaldi non a Trieste, come sembrava in un primo tempo, ma a Cosenza. Nello stesso comunicato il sindacato attacca il ministro Bondi, facendo riferimento - tra l'altro - proprio alle soprintendenze di Trieste e Cosenza, ancora prive di titolare: «Si avverte la colpevole assenza di un ministro a cui non interessa evidentemente nulla perché impegnato in altre incombenze».
Brescia e Verona. Soprintendenza, caso a Roma
Il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, ha ricevuto due interrogazioni parlamentari sullo spostamento del soprintendente di Brescia, Luca Rinaldi, a Verona, insieme a un'interpellanza del sindaco di Brescia, Adriano Paroli. Il Collegio costruttori di Brescia ha inviato una lettera al ministro per esprimere preoccupazioni sull'accorpamento delle due soprintendenze, che potrebbe rallentare le pratiche. Il sindaco di Brescia ha accusato il governo di aver confinato Rinaldi in una zona periferica e di averlo sostituito con un dirigente ausiliare.
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