Contatti in corso con gli agostiniani di Santo Spirito e il ministero per avere il Crocifisso Nel sito del Museo Diocesiano il Crocifisso di Michelangelo (con la scritta prossimamente) accanto al Cristo ritrovato Cristina Acidini: «C'è stata una riflessione più approfondita, l'opera ci andrà anche se non nell'immediato e per una permanenza più breve» A Napoli non hanno perso la speranza. Sono fiduciosi di poter esporre al museo diocesano il crocifisso di Michelangelo, quello che dal 2000 custodito nella sagrestia di Santo Spirito. Ma di cui i proprietari, i padri agostiniani non vorrebbero privarsene perché se fosse partito per Napoli per il 18 settembre come previsto ci sarebbe rimasto fino a gennaio per poi ripartire alla mostra della ostensione della Sindone a Torino così a lungo, nonostante il parere favorevole della Soprintendenza (e a quanto pare quello contrario del Comune, proprietario della basilica di Santo Spirito). Da Napoli però c'è fiducia, anche perché della faccenda, già nelle ultime ore, se ne sta rioccupando in prima persona il cardinale Sepe. Da Napoli dicono che si è attivato personalmente presso gli agostiniani e il Ministero per i Beni Culturali. A dare l'annuncio era stato in primis proprio il Ministero, successivamente Sepe, a fine giugno, aveva rilanciato la notizia. Ieri però il capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi, Salvatore Nastasi, è caduto dalle nuvole quando ha appreso che la partenza del crocifisso di Santo Spirito è stata sospesa. «Non sapevo nulla, so che il cardinale Sepe ci tiene molto e che c'era stata anche una telefonata tra lui, l'arcivescovo Bettori e i padri agostiniani. Vedremo cosa si potrà fare, però il Ministero in questo vicenda è competente solo sulla tutela dell'opera d'arte». La conferma che a Napoli aspettino con fiducia il crocifisso è anche sul sito www.museodiocesanonapoli.com. Sulla home page le immagini dei due Crocifissi: il Cristo ritrovato attribuito a Michelangelo attualmente in mostra prorogata fino a Natale, e quello di Santo Spirito, la didascalia sotto recita: prossimamente. Don Adolfo Russo, direttore del Museo diocesano e vicario episcopale per la Cultura della Diocesi precisa: «La presenza dell'opera nella nostra città ci era stata garantita sia dalla Soprintendenza di Firenze che dal Ministero. Il problema è nato per la presenza di un'altra richiesta da parte della Curia di Torino che intende esporlo in occasione dell'ostensione della Sindone in programma dal io aprile al 23 maggio. Siamo comunque in una fase interlocutoria. Non possiamo per essere precisi sulla probabile data». Troppi enti da mettere d'accordo lamenta don Adolfo: gli Agostiniani, la Soprintendenza di Firenze, il sindaco della città, il Ministero e il Fec (Fondo edifici di culto). «Condivido la fiducia del cardinale Sepe -dice la soprintendente speciale per il patrimonio storico e artistico di Firenze Cristina Acidini - c'è stata una riflessione più approfondita da parte degli enti preposti, per cui ritengo che l'opera potrà essere trasportata a Napoli, anche se non nell'immediato e per una permanenza più breve del previsto». Per il trasferimento del crocifisso, peraltro, si è già provveduto a predisporre tutti gli accorgimenti, assicurazione compresa. «Napoli aspetta con ansia il capolavoro di Michelangelo sottolinea la responsabile commerciale del Museo diocesano, Carmen de Rosa alla luce del grande successo ottenuto per il Cristo Ritrovato che è stato visitato da oltre diecimila persone, E non per mettere a confronto i due Crocifissi, ma perché crediamo che quello di Santo Spirito possa servire a rafforzare il senso religioso e l'interesse culturale di cittadini e turisti».