Peluffo, ex portavoce di Ciampi, consulente per il piano Una celebrazione che avrà «il perno centrale» in Torino. Una rievocazione durante la quale discutere, «senza ideologismi», l'identità risorgimentale, le sue «molte anime», ma soprattutto il ruolo di Garibaldi e dei Mille, ai quali sarà dedicato un convegno internazionale. Prima che un complicato sforzo organizzativo da fare con le (poche) risorse a disposizione, il programma culturale dei 150 anni dell'Unità d'Italia è per il governo un difficile esercizio di mediazione politica. Il primo passo, la scorsa settimana, è stata l'illustrazione delle linee guida al Presidente Napolitano. Fin qui, l'operazione è stata semplice: il Capo dello Stato ha preso atto del programma, e della decisione di «procedere senza ulteriori ritardi». Da oggi si entra nel vivo: il ministro della Cultura Sandro Bondi esporrà il programma al comitato dei Garanti guidato da Carlo Azeglio Ciampi, e composto fra gli altri, dagli storici Piero Craveri ed Ernesto Galli della Loggia. A luglio, dopo la minaccia dell'ex Capo dello Stato a lasciare il comitato per via dei ritardi, Bondi lo aveva rassicurato chiedendogli di «elaborare il piano». Così sarà: la riunione del comitato oggi inizierà una discussione che, entro un mese, produrrà la lista delle iniziative che si realizzeranno nel 2011. A coordinare il complicato puzzle culturale fra le richieste del Comitato e le esigenze del governo sarà con tutta probabilità l'ex portavoce di Ciampi al Quirinale, Paolo Peluffo. Un decreto in corso di perfezionamento gli dovrebbe affidare il ruolo di «alto consulente» per l'elaborazione del piano. Vista la decisione di Palazzo Chigi di ridimensionare il programma delle opere pubbliche impostato dal governo Prodi, difficilmente per le celebrazioni culturali ci saranno risorse aggiuntive: Bondi dirà al Comitato che, a meno di sorprese, si attingerà al fondo ordinario del ministero. Da oggi di discute dunque nel merito se dedicare spazio alla riscoperta dei dialetti locali (come vorrebbe la Lega) o alla fine del regno dei Borboni. Se rinverdire l'identità unitaria con l'inno di Mameli o se invece, come invoca il Carroccio, trovare spazio per celebrare anche il «Va' pensiero». Difficilmente il comitato accetterà di discutere qualunque richiesta di sapore leghista, ma di certo ne dovrà tener conto il governo. Un nuovo assaggio dell'offensiva culturale del Carroccio contro la visione ortodossa della storia unitaria è la pubblicazione a puntate sulla Padania (la prima è dì ieri) di «Indietro Savoia», la «ricostruzione controcorrente» del Risorgimento scritta dieci anni fa dallo storico e giornalista Lorenzo Del Boca. A stuzzicare l'interesse della Lega è il passaggio che racconta di come il Mameli, nel convento di Carcare, in Liguria, avrebbe sottratto la musica dell'inno a un frate, Anastasio Cannata. La prova in una poesia del malcapitato: «Meditai robusto canto ma venali menestrelli mi rapinar dell'arpa il vanto».
Italia 2011, un mese per il programma
Il governo ha iniziato a elaborare il programma culturale per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Il ministro della Cultura Sandro Bondi ha presentato le linee guida al comitato dei Garanti guidato da Carlo Azeglio Ciampi. Il comitato dovrà discutere e elaborare la lista delle iniziative che si realizzeranno nel 2011. L'ex portavoce di Ciampi, Paolo Peluffo, sarà il consulente per l'elaborazione del piano. Il governo ha deciso di ridimensionare il programma delle opere pubbliche impostato dal governo Prodi, quindi le celebrazioni culturali non avranno risorse aggiuntive.
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