La convenzione della commissione mista Curia-Soprintendenza non è mai stata firmata La convenzione che doveva regolare le attività all'interno di Orsanmichele era stata predisposta ed approvata ad unanimità dalla commissione mista composta dagli avvocati della curia e della soprintendenza. Il testo definitivo (la cui stesura risale ormai a 5 mesi fa) è rimasto fino ad oggi lettera morta perché di fatto né la curia né la soprintendenza lo hanno mai controfirmato. «Non ne conosco i motivi - spiega il professor Giuseppe Vettori, uno dei membri della commissione mista - anche perché era stato approvato ad unanimità, Ma il nostro compito si è esaurito e la commissione è sciolta». La convenzione riconosceva Orsanmichele (di proprietà dello Stato) come luogo di culto prima di tutto anche se stabiliva la possibilità di celebrare messe solo al sabato tra le 17 e le 18.30 e la domenica una alle 11 e una alle 17. I concerti - a Orsanmichele suonano diverse associazioni - sarebbero dovuti essere tutti gratuiti e in prevalenza di musica sacra e consona al luogo. In più la curia si era impegnata a mettere a disposizione delle associazioni la chiesa sconsacrata di Santo Stefano. Sembrava tutto fatto, ma ad oggi la firma delle parti non c'è. La soluzione del lungo contenzioso per non è lontana. La parola fine probabilmente arriverà dal ministero dei Beni culturali. Da Roma infatti fanno sapere che la «questione è alle virgole» e che la mancanza di un accordo locale costringerà il ministero a mettere la parola fine. La direzione è decisa. Orsanmichele viene confermata prima di tutto un luogo di culto, Priorità dunque alla preghiera, alle messe e alle attività religiose. In seconda battuta la musica, che potrà essere solo sacra o consona al luogo. La soprintendente Cristina Acidini conferma: «La convenzione da parte nostra non è stata firmata perché attendo di capire le intenzioni del Ministero». Dalla curia, che della vecchia convenzione non avrebbe apprezzato l'imposizione di orari e giorni per celebrare le messe, nessun commento. Cauta soddisfazione invece del parlamentare del Pdl Gabriele Toccafondi, che da mesi si era interessato alla vicenda: «Siamo sulla buona strada. Orsanmichele è prima di tutto un luogo di culto e per questo va rispettato. Orari e tipologia della musica da poter suonare non possono non prescindere da questo. Ma purtroppo sono anche altri i luoghi di culto in Toscana e a Firenze su cui bisognerà fare una seria riflessione perché sono ormai stati trasformati in altro, in musei o sale per la musica». Amareggiato il direttore dell'orchestra da camera fiorentina Giuseppe Lanzetta che da anni tiene concerti in Orsanmichele e la cui convenzione stipulata con la soprintendenza scade «il 31 dicembre 2010»: «Spero che chi deciderà riconosca quanto sia stata importante la nostra opera per il restauro di Orsanmichele. Se il ministero prenderà davvero questa decisione decreterà la morte di decine di associazioni musicali».