Il sindaco Vozza: ho scritto tante volte al ministro Bondi ma non ho avuto risposte Doveva essere una scuola di alta formazione per il restauro. La prima in Campania, sul modello dell'Opificio delle pietre dure di Firenze. E invece rischia di diventare un'occasione perduta. Ottomila metri quadrati, otto anni di lavori, un investimento di 34 miliardi di vecchie lire. Le vecchie stanze della reggia di Quisisana a Castellammare sono già laboratori del futuro. Completata l'impiantistica, gli ambienti dove i Farnese nel 500 e i Borbone nel 700 amavano riposare, attendono solo la strumentazione e i primi allievi. Ma per far rivivere questo palazzo storico, costruito sulle pendici del Faito, a 180 metri sul livello del mare, servono fondi. Un milione e mezzo di euro l'anno per sostenere i costi gestionali della scuola che, al momento, nessuna istituzione ha garantito al Comune. «C'era un accordo tra la Regione e il ministero dei beni culturali - precisa Salvatore Vozza, sindaco di Castellammare - ma nessuno si è fatto vivo. Ho scritto tante volte al ministro Bondi, l'ultima volta due mesi fa ma non ho avuto nessuna risposta». Un caso che rischia di diventare ancora una volta emblema della disorganizzazione. Il progetto di restauro dell'edificio, rimasto in abbandono per quarant'anni, è stato curato dalla Soprintendenza di Napoli e Pompei, proprio per la tutela del palazzo storico e per la particolare destinazione d'uso. Un lavoro fatto a regola d'arte. Che potrebbe ospitare anche l'Antiquarium con i reperti archeologici dell'antica Stabiae, tuttora inaccessibili al pubblico. «Non facciamola diventare la solita vicenda meridionale: la inauguriamo e tra sei mesi va in rovina. E' un palazzo bellissimo, merita di diventare un simbolo positivo, non l'ennesimo caso di degrado». Il grido d'allarme lanciato da Vozza è indirizzato al ministro Bondi ma anche alla Regione. «Anche la Regione deve definire chi sono gli interlocutori - conclude il sindaco - finora ho discusso con cinque assessori. La reggia sarà consegnata tra un paio di mesi, stanno finendo gli esterni. Mi auguro di concludere per allora». In attesa che finiscano i lavori, l'assessore alla cultura Giampaolo Valitutti, ha scelto di aprire al pubblico il parco dell'edificio e per tutto il mese di agosto vi ha organizzato spettacoli. Ultimo, Padroni di barche , l'unico lavoro teatrale di Raffaele Viviani ambientato a Castellammare, andato in scena con grande successo qualche giorno fa per la regia di Armando Pugliese. «L'edificio va riconsegnato agli stabiesi precisa Valitutti - lo spazio esterno può contenere fino a mille spettatori e va utilizzato. Dobbiamo presidiare il monumento, non abbandonarlo. E aspettare che qualcuno ci risponda. Prima che sia troppo tardi».