Bloccato il prestito a Napoli Il giallo del Crocifisso. Va a Napoli. Anzi no Il Michelangelo di Santo Spirito in mostra con l'opera contestata. Ma c'è chi si oppone. A cominciare dai monaci della Basilica. Doveva essere già impacchettato e pronto per il viaggio verso il Museo Diocesano di Napoli dove lo stavano aspettando per esporlo vicino all'altro crocifisso di Michelangelo il «Cristo ritrovato» attribuito (non senza le contestazioni di alcuni esperti) al Buonarroti, acquistato dal governo, dal ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi. E invece il crocifisso custodito in Santo Spirito è ancora lì, nella cappella Barbadori, in sagrestia. E rischia di restarci, perché il viaggio verso Napoli che sembrava scontato tanto che l'annuncio dell'accostamento al «Cristo ritrovato» fu dato dalla Curia napoletana nel luglio scorso è sospeso. Troppi i pareri discordanti, nonostante il via libera della soprintendenza. Contrari i padri agostiniani, poco convinto il Comune di Firenze proprietario di Santo Spirito. Ora la soluzione toccherà trovarla al ministro Bondi che tanto si è speso e ha speso per la mostra «Michelangelo a Napoli» dove il «Cristo Ritrovato» è esposto dal maggio scorso in attesa di un suo arrivo al Museo del Bargello. Cristina Acidini, la soprintendente speciale per il patrimonio storico e artistico di Firenze conferma quelle che sembravano essere solo voci. «E' tutto sospeso - dice - e a questo punto aspetteremo l'autorizzazione del Ministero. In queste ore sto scrivendo una memoria, una sorta di riassunto sulle varie posizioni dei soggetti competenti. I padri agostiniani di Santo Spirito non sono favorevoli alla sua partenza perché l'assenza sarebbe stata troppo prolungata e anche dal Comune arrivano segnali negativi». Da Palazzo Vecchio, il vicesindaco Dario Nardella precisa: «Di questa cosa se ne sono occupati gli uffici del sindaco, comunque avevamo già dato l'assenso per fare un'altra trasferta». Una trasferta importante senza nulla togliere alla mostra in corso al museo diocesano di Napoli perché per il crocifisso di Santo Spirito è arrivata la richiesta della curia di Torino che lo vuole in primavera in occasione della prossima ostensione solenne della Sindone. Mentre nel capoluogo campano doveva arrivare il 18 settembre e restarci fino al 10 gennaio. Ma se la presenza del crocifisso di Michelangelo a Torino è pressoché certa, per Napoli non c'è più alcuna sicurezza. «Dal Fec (il fondo edifici di culto, un dipartimento del ministero dell'Interno) è arrivato - spiega Acidini - il via libera, mentre ancora non si è pronunciato su Napoli. Noi non abbiamo nulla in contrario, perché secondo noi non ci sono problemi dal punto di vista della conservazione e dei rischi. I padri agostiniani lamentano un'assenza del crocifisso di Michelangelo da Santo Spirito che sarebbe troppo lunga. Si cercherà una soluzione, la curia di Napoli la richiesta l'ha fatta da tempo. Magari si potrebbe ritardare l'invio. Siamo di fronte a una circostanza eccezionale, vedremo come fare. Per ora il viaggio è sospeso». Bocche cucite in Santo Spirito. Padre Giuseppe, il priore, preferisce non dire nulla, o meglio si chiude in un «non so nulla» che sembra voler dire tanto. I problemi ci sono, il crocifisso è ancora lì in sagrestia e dentro alla basilica qualcuno è pronto a scommettere che a Napoli non ci andrà, o per lo meno, la sua permanenza al museo diocesano accanto al «Cristo ritrovato» (e contestato nella sua attribuzione) sarà molto pi breve degli oltre quattro mesi previsti. Don Eduardo Parlato, direttore dell'ufficio Beni Culturali della Diocesi napoletana accoglie la notizia senza troppo stupore: «Sono stato via una settimana e non so cosa sia successo. Non posso dire molto se non che il crocifisso pensavo che fosse già qui. Se non c'è i fatti parlano chiaro. Domani mattina (oggi, ndr) ne parlerò con il cardinale Sepe, d'altra parte fu lui stesso a darne l'annuncio. Un ritardo potrei capirlo, ma è strano perché siamo già al 14 di settembre...». L'acquisto di Bondi Nella mostra di Napoli il Crocifisso ligneo di Leonardo dovrebbe essere esposto insieme con quello acquistato dal ministero dei beni culturali e attribuito non senza polemiche al maestro del Rinascimento La scheda Marzo 2000. Il crocefisso custodito nella basilica di Santo Spìrito (si trova nella cappella Barbadori) dopo essere stato esposto per circa un secolo nella casa di Buonarroti. Michelangelo fu ospitato nel convento dì Santo Spirito nel 1492 a 17 anni. Come ringraziamento dell'ospitalità il giovane artista scolpì il crocifisso ligneo Luglio 2009. Il ministero per i beni culturali e la curia partenopea annunciano l'arrivo al museo diocesano di Napoli del crocifisso dì Michelangelo custodito in Santo Spirito. E' proprio il cardinale Sepe a dare la notizia dell'arrivo a Napoli del crocifisso dì Buonarroti che sarebbe dovuto restare in mostra al museo diocesano fino al 10 gennaio per essere esposto alla mostra Michelangelo a Napoli dove è custodito il CrIsto ritrovato, un altro crocefisso attribuito di recente all'artista Dicembre 2008 Il Cristo ritrovato in legno attribuito al giovane Michelangelo è stato acquistato dallo Stato per 3,2 milioni dI euro da un antiquario torinese. L'opera ha iniziato il suo tour espositivo a Roma. L'attribuzione a Michelangelo non convince tutti e ha suscitato liti tra gli esperti (anche la magistratura che vuole vederci chiaro). Anche il New York Times è intervenuto sul caso.
Michelangelo e il giallo dei Crocifissi in coppia
Il crocifisso ligneo di Michelangelo custodito nella basilica di Santo Spirito a Firenze è stato bloccato dal viaggio per il Museo Diocesano di Napoli dove era previsto di essere esposto insieme al Cristo ritrovato. La decisione è stata presa dopo la ricezione di varie richieste di opposizione, tra cui quelle dei monaci della basilica e del Comune di Firenze. Il ministero per i Beni Culturali ha dato il via libera per la trasferta, ma la curia di Napoli ha richiesto di ritardare l'invio. La soluzione della questione è stata delegata al ministro Sandro Bondi. La mostra Michelangelo a Napoli, che include il Cristo ritrovato, è stata già inaugurata nel maggio scorso.
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