L'area centrale la frequentano sei milioni di visitatori all'anno; i siti principali sono vasti 3 milioni e 254 mila metri quadrati; vi provvedono 829 persone, ma certi luoghi, immensi e importantissimi, sono come abbandonati: due anime in tutto per Gabii (700 mila metri; dice Andrea Carandini: «Un centro fondamentale nel Lazio, quello da dove si deve partire»), e nessuno vigila i 665 mila metri quadrati di Crustumeriurn; per provvedere a tutto questo bendiddio, che alcuna altra città al mondo possiede, esistono circa 35 milioni di euro all'anno (quando la sola soprintendenza archeologica dello Stato ne incassa quasi altrettanti). e non bastano: ecco, in pillole , la situazione, a Roma, dell'archeologia. «Per tutelarla, manutenerla e renderla fruibile, occorre un grande progetto; intanto, ne sono già stati approvati 71, per altrettanti siti, e il lavoro non è che all'inizio», spiega l'architetto Roberto Cecchi, uno dei direttori generali del Ministero e dall'11 giugno commissario straordinario per le antichità della Capitale: presenta un primo rapporto, con il Sindaco Alemanno, il sottosegretario Giro, Carandini, Mario Resca incaricato della valorizzazione, i soprintendenti di Comune e Stato, Umberto Broccoli e Angelo Bottini, il quale ha appena saputo che, entro sei mesi, sarà mandato in pensione. Parte quindi un piano di manutenzione straordinaria, e già entro dicembre, dice Cecchi, «un terzo del Palatino in più sarà visitabile»: riaprono scorci chiusi anche da decenni, come le Passeggiate di Vigna Barberini e quella che guarda sul Circo Massimo, l'area del Tempio di Venere e Roma. Il prossimo anno, tra l'altro, toccherà al Colosseo, di cui torneranno agibili il terz'ordine e l'ultimo piano, con una parte del primo ordine, quella verso San Giovanni, che oggi è preclusa al pubblico. Giro dice: «Troppo pochi 4 milioni e rotti di visitatori, per un monumento del genere»; e il Sindaco: «Come è stato per la Cappella Sistina, faremo una grande campagna internazionale; per il restauro servono gli sponsor stranieri». Ma sistemare non basta:- «Il pubblico», dice Resca, «chiede anche più pulizia»; «attorno a troppi monumenti è un vero suk : degrado indecente e indecoroso». aggiunge ancora il sottosegretario. Intanto, oltre un terzo dei progetti approvati è già stato avviato, e Cecchi ha predisposto un cronoprogramma che guarda anche agli anni a venire. Il Palatino e il Colosseo (dice il sindaco: «La mia inquietudine quotidiana») saranno messi in sicurezza; il commissario straordinario mostra le foto dei disastri, di mille problemi: «Il Palatino, adesso, è monitorato al centesimo di millimetro; possiamo leggerne ogni minimo spostamento». Alle Uccellerie Farnesiane già si prevede un grande centro d'accoglienza: il ristorante e quant'altro. Il Commissario, quest'estate, ha fatto i compiti: lo studio completo della situazione, «perché senza avere i dati non sono abituato a redigere progetti»; ha anche compiuto delle scoperte interessanti. Pulire le aree archeologiche, come la loro ordinaria manutenzione, ha costi assai variabili; i visitatori aumentano e gli addetti diminuiscono; le mostre, anche al Colosseo, attirano tanto pubblico. E presto, dice il sindaco, partirà anche il Museo della Città, ai Cerchi, «un portale d'ingresso all'archeologia romana», come dice Carandini: «il 5ottobre, ne presenteremo il progetto».
Roma ricomincia dall' archeologia
L'area centrale di Roma, frequentata da sei milioni di visitatori all'anno, richiede una manutenzione straordinaria. I siti archeologici, come il Palatino e il Colosseo, sono stati colpiti da problemi di degrado e mancanza di personale. Il Ministero dell'Istruzione ha approvato 71 progetti per la valorizzazione e la manutenzione degli siti, ma la situazione è ancora critica. Il commissario straordinario Roberto Cecchi ha presentato un primo rapporto con il Sindaco e il sottosegretario, e ha annunciato che entro dicembre, un terzo del Palatino sarà visitabile. Il prossimo anno, il Colosseo sarà oggetto di un restauro, e il Museo della Città sarà aperto.
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