torino «Come si può essere diffidenti verso un illustre studioso come il professor Craveri? Non appartiene ad alcuno schieramento politico ed è uno dei più insigni studiosi: non vedo come possano esserci diffidenze nei suoi confronti». Così il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi - a Torino per la presentazione del progetto «Città e cattedrali» promosso con la fondazione Crt e le diocesi del Piemonte - ha replicato ad Antonio Saitta, presidente di turno del Comitato Italia 150. Nei giorni scorsi, insieme a Mercedes Bresso, aveva polemizzato sull'inserimento del professor Piero Craveri nel Comitato creato per il coordinamento dei lavori e l'organizzazione degli eventi nell'ambito delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell'Unità d'Italia, che ricorrerà nel 2011. La preoccupazione sollevata su La Stampa dalle due principali cariche istituzionali piemontesi riguarda la possibilità che nuovi arrivi all'interno di una struttura già avviata possano disfare la tela delle iniziative torinesi faticosamente tessuta negli ultimi anni. «Credo che chi arriva a metà percorso si inserisce nel processo decisionale da quel momento in avanti. Detto in altre parole: queste nomine, e il contributo che presuppongono, non potranno essere retroattive» ha dichiarato giovedì scorso Mercedes Bresso nel corso di un'intervista del quotidiano. «Nel caso della costituzione di comitati di storici - ha risposto il ministro Bondi - penso sia un fatto semplicemente di buonsenso garantire la pluralità degli orientamenti culturali che rispecchi fedelmente il dibattito storigrafico e culturale aperto nel paese tra gli stessi studiosi non tra le forze politiche». Riguardo poi le affermazioni del presidente della Regione sulla mancanza di ulteriori quote da destinare alle opere pubbliche, ha sostenuto che «quando ci sono idee importanti e progetti qualificati i fondi si trovano, anche in un momento in cui le risorse del governo e del ministero sono al di sotto del necessario». Riferendosi in particolare al piano proposto oggi in città per il recupero e la valorizzazione di 18 cattedrali in Piemonte e in Valle d'Aosta, ha aggiunto che «le risorse si trovano usando il metodo della collaborazione, in questo caso fra ministero, fondazione Crt e diocesi. Questo progetto è un modello. Tutte le volte che in Italia si riesce a mettere da parte le discordie, le miserie nelle quali siamo immersi, ne deriva un beneficio per tutta la comunità». Il piano prevede il restauro di alcune basiliche selezionate tra i 32 interventi individuati per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro, un terzo dei quali stanziati dal ministero dei Beni Culturali.