MASSA D'ALBE. E' partita ad Alba Fucens la campagna di scavi 2009, sotto la direzione della Soprintendenza ai Beni archeologici di Chieti. Al lavoro vi sono tre squadre cui se ne aggiungerà una quarta. Le zone interessate dagli scavi sono il santuario di Ercole, via Miliario e il Foro. Gli archeologi impegnati nelle prime due zone sono Daniela Villa , Daniela Liberatore , Daniele Mancini , Maria Di Iorio , Carmine Malandra , Herman Borghesi oltre a un architetto, Paolo Fraticelli , col compito di eseguire i rilievi. Nel Foro invece vi lavora una squadra di ricercatori e di studenti dell'Università di Bruxelles, sotto la guida dell'archeologa Cecile Evers . Nel piazzale dove è stata rinvenuta la statua di Ercole, risalente al I secolo avanti Cristo, nel corso degli ultimi scavi sono affiorati una cinquantina di bronzetti votivi e delle epigrafi risalenti al III e II secolo a.C. Si ha la certezza dunque della presenza di altri reperti legati al culto di Ercole. In via Miliario, a ridosso delle taberne, sono state scoperte delle domus con pregevoli mosaici, il cui utilizzo arriva fino al VI secolo d.C. Il Foro, dove fino a qualche giorno fa ha operato anche un gruppo di studenti dell'Orientale di Napoli, presenta la parte centrale pavimentata con mosaici e quella laterale con marmo. Sono stati trovati anche colonne e capitelli. Tutti i reperti rinvenuti sono stati portati a Chieti. Una volta pronto, il Museo nel convento di San Pietro torneranno ad Alba Fucens per essere ammirati. Secondo la Sovrintendenza, circa 20mila turisti, molti dei quali provenienti dall'estero, ogni anno visitano Alba Fucens. Un numero destinato a crescere con l'apertura del Museo. A testimoniare l'interesse per i reperti di tale sito c'è il grande successo della mostra «Effetto Alba Fucens», allestita dalla Sovrintendenza nel 2002 nei Granai di Villa Torlonia, ad Avezzano, fortemente voluta dall'assessore alla cultura Flavia De Sanctis . Da aprile a dicembre migliaia di visitatori sono rimasti incantati di fronte ai tesori venuti alla luce durante gli scavi: statue di Venere, sculture, arredi delle domus, mosaici, affreschi, immagini di divinità e imperatori, utensili, vasi di vetro e di ceramica, lucerne di bronzo e in terracotta. Il merito di riportare alla luce Alba Fucens, città fondata dai Romani alla fine del IV secolo d.C. per controllare le tribù italiche, va per prima ai Belgi. Nel 1949, una missione belga guidata dal grande archeologo Joseph Mertens , avviò gli scavi, proseguiti fino al 1979. Sono riemersi l'anfiteatro, considerato tra i più belli della romanità, il Foro, la basilica, il mercato, le terme, il diribitorium, dove avvenivano le consultazioni elettorali, e, sulla collina che sovrasta Alba, il tempio di Apollo, sulle cui fondamenta nel Medioevo fu costruita la chiesa romanica di San Pietro. Secondo alcuni storici dietro questa collina Carlo d'Angiò, su consiglio di Erardo di Valery, nascose i soldati scelti che, cogliendo di sorpresa l'esercito di Corradino di Svevia, decise le sorti della battaglia di Tagliacozzo nel 1268. Partiti i Belgi gli scavi, per mancanza di fondi, hanno subìto una battuta d'arresto. Nel 2007, grazie a un finanziamento del ministero, gli scavi sono ripresi con la scoperta di nuovi tesori. E non è finita. «Siamo in presenza», commenta Emanuela Ceccaroni della Sovrintendenza, che ha fatto da guida «di un patrimonio archeologico enorme, che va valorizzato. L'apertura del Museo si rende assolutamente necessaria. Visitare Alba Fucens è un'esperienza unica: alle rovine, che non possono non suscitare emozioni, fa da cornice un paesaggio bellissimo».
ABRUZZO - Alba Fucens, affiorano nuovi tesori
A Alba Fucens, in provincia di L'Aquila, è iniziata la campagna di scavi 2009 sotto la direzione della Soprintendenza ai Beni archeologici di Chieti. Tre squadre di archeologi e un architetto stanno lavorando in tre zone: il santuario di Ercole, via Miliario e il Foro. Sono stati trovati reperti legati al culto di Ercole, come bronzetti votivi e epigrafi, e mosaici e colonne nel Foro. I reperti sono stati portati a Chieti e, una volta pronto, il Museo nel convento di San Pietro tornerà ad Alba Fucens per essere ammirato. La Sovrintendenza previde che il Museo sarebbe stato visitato da circa 20mila turisti ogni anno.
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