«La città ci ha lasciato soli». Il complesso delle sette chiese crolla a pezzi ma Bologna non se ne cura. Nel giorno dell'inaugurazione dei restauri che hanno messo una pezza alla Basilica di Santo Stefano, dom Ildefonso Chessa si lascia andare a uno sfogo e chiede aiuto alla città. «La Basilica è un bene prezioso, unico nel suo genere, da conservare e tutelare costantemente ha spiegato a nome della comunità monastica aspettiamo delle risposte e siamo stufi di non vedere ancora nessun segno concreto ». E ancora più amara, se possibile, è la riflessione di monsignor Gabriele Cavina: «Prima bisogna che crolli, poi i fondi si trovano » ha detto il pro-vicario generale. Il grido dì allarme dei monaci viene però sostenuto anche dalla Fondazione Carisbo. «Per la basilica di Santo Stefano è necessaria la mobilitazione di tutta la città» ha detto il presidente Fabio Roversi Monaco. Già in agosto, del resto, le risorse da destinare al complesso monumentale di Santo Stefano erano state oggetto di una interrogazione parlamentare. Il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, però sulla questione si era limitato a dire che «di soldi non ce ne sono» ha spiegato don Chessa. Ma la tenuta del complesso delle sette chiese peggiora di giorno in giorno. Ieri sono stati mostrati i risultati dei restauri appena conclusi. I lavori hanno riguardato il recupero degli intonaci della Chiesa Grande e una buona parte del tetto del monastero messo a repentaglio da due travi che si erano incrinate. Un'operazione da 450.000 euro, finanziata dalla fondazione Carisbo. «Si tratta di un restauro conservativo. C'è da fare ancora tanto e noi da soli non ce la facciamo». E per far fronte al futuro, i monaci stanno pensando di creare una fondazione o un'associazione di sostegno. Del resto la normale amministrazione del complesso costa alla comunità monastica qualcosa come 14.000 euro al mese. Poi ci sono le disastrate fondamenta che mettono a rischio la sopravvivenza di uno dei luoghi simbolo della città. L'umidità che viene dal sottosuolo, infatti, deteriora manufatti, intonaci e le opere d'arte della Basilica di Santo Stefano. E il cahier de doléances dei monaci che si prendono cura del complesso è pieno zeppo di appunti. In particolare, gli infissi che sono marci nella maggioranza dei casi. Poi il pavimento sconnesso della chiesa dei Santi Vitale e Agricola che rappresenta un pericolo per i visitatori delle sette chiese. Infine «la parte esterna del presbiterio della Chiesa del crocifisso che si trova attualmente in uno stato di degrado molto grave». Secondo una prima stima il costo dei lavori per mettere in sicurezza la basilica sarebbe circa di 3 milioni di euro. Denari che i monaci non sanno dove trovare. «Notiamo una distanza della città da questo luogo - ha continuato dom Chessa il complesso di Santo Stefano riguarda tutta la comunità, che si deve riconoscere in questa basilica perchè racconta la storia di Bologna. Il nostro appello riguarda questo aspetto». La fondazione Carisbo, ha già annunciato che anche in futuro continuerà a fare la sua parte ma chiede l'impegno della città intera. «La basilica di Santo Stefano deve restare in vita anche grazie al contributo dei bolognesi ha concluso Roversi Monaco credo che ci vogliano delle idee nuove e bisogna operare scelte precise».