E questo dato, o meglio questa valutazione fatta dall'amministrazione di Olbia, parte dalla convinzione che attualmente in città vivano circa novantamila persone: 50 mila residenti e 40 mila domiciliati. La proiezione è quindi di una crescita di tremila abitanti l'anno per il prossimo decennio. Che Olbia sia una città in crescita vertiginosa è confermato dal fatto che, dal censimento del 2001, la popolazione è passata dai 45.366 abitanti ai 54.084 rilevati dall'Istat nel 2008. Ma su quei quarantamila "cittadini invisibili", che farebbero di Olbia la terza città della Sardegna, c'è chi ha molti dubbi. Come l'ex presidente della Regione Renato Soru, che pure nel maggio dello scorso anno aveva trovato un'intesa sull'urbanistica con il sindaco Gianni Giovannelli. Soru non si sofferma ad analizzare il dato, ma dalla sua conclusione si capisce che non crede a quei numeri. «Personalmente sono radicalmente contrario a un Puc dimensionato su 120 mila abitanti dice . E' una cornice all'interno della quale si sà il via libera alla speculazione edilizia. E mi sento di dire che, evidentemente, c'è chi non ha alcuna vergogna nel sostenere ambizioni speculative. Già oggi la città è piena di case sfitte e molti non ritirano neppure la concessione edilizia eppure si parla di incrementare le volumetrie... Una politica di questo tipo è un danno per Olbia e per tutta la Gallura perché è destinata a svuotare nel tempo il territorio. Si creerà un "effetto- Tortolì" moltiplicato per dieci». Ha molti dubbi anche l'architetto e urbanista Sandro Roggio che affronta il problema sotto un profilo tecnico: «Si tratta prima di tutto di capire da quale fonte arriva il dato che dice che a Olbia vivano 40 mila persone oltre i residenti. Valutazioni sulla quantità della spazzatura prodotta o sull'acqua consumata sono molto aleatorie in una città particolare e complessa come Olbia. Faccio un esempio: certe campionature sono fatte in inverno o d'estate quando i dati sono drogati da una fortissima presenza turistica? Per fare una valutazione approfondita e arrivare a quel "calcolo del fabbisogno" previsto dalla legge regionale 45 del 1989 si deve dare una dimostrazione certa del numero di abitanti, che è poi una delle premesse per arrivare al dimensionamento delle volumetrie ». Conclude Roggio: «Se poi il dato dovesse essere confermato mi sembra si debba indagare il fenomeno da un punto di vista sociologico. Perché che quasi la metà della popolazione sia "invisibile" è un fenomeno incredibilmente raro. E poi significherebbe che questa città è capace di produrre in modo incredibile ricchezza. E questo sinceramente non mi sembra».
Olbia - Via libera alla speculazione
La città di Olbia, in Sardegna, ha una popolazione stimata di novantamila persone, con una crescita prevista di tremila abitanti all'anno per il prossimo decennio. Tuttavia, ci sono dubbi sulla validità di questo dato, poiché alcuni esperti, come l'ex presidente della Regione Renato Soru e l'architetto Sandro Roggio, non credono ai numeri. Soru sostiene che la città è piena di case sfitte e che la politica di incrementare le volumetrie edilizia è un danno per Olbia e per tutta la Gallura. Roggio, invece, suggerisce di indagare il fenomeno sociologico dietro il "calcolo del fabbisogno" previsto dalla legge regionale 45 del 1989.
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