Sopralluogo del ministro nel cantiere del teatro. Il Comune: rispettato il budget dei lavori IL RESTAURO . LA MACCHINA SCENICA I tecnici che ieri hanno guidato il sopralluogo alla Scala hanno mostrato la macchina scenica, già installata e in grado di garantire l'allestimento simultaneo di tre rappresentazioni» e l'ellissoide progettato dall'architetto Botta, ricoperto in botticino, MODELLO TRIDIMENSIONALE L'assessore comunale all'Innovazione tecnologica, Giancarlo Martella, ha presentato ieri il modello tridimensionale che presto consentirà di vedere via web come si presenterà la Scala alla prima del prossimo 7 dicembre. Il lavoro verrà caricato sul sito del Comune. Giochi al Lotto e restauri la Scala. Più o meno si può sintetizzare così la notizia anticipata ieri dal ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, al termine del sopralluogo al cantiere del Piermarini quasi completamente restaurato: «Oltre ai 5 milioni di euro già previsti dalla legge Asciutti ha spiegato il ministroabbiamo deciso di destinare alla sistemazione della Scala un capitolo del , Piano del Lotto 2004-2006, pari a un milione e mezzo eli euro». Ma gli amministratori comunali, che in questo progetto hanno investito 55 milioni dì euro, tutti provenienti dal bilancio comunale, non gongolano malgrado Urbani insista sul «lungo elenco dei provvedimenti delle ultime Finanziarie a favore della cultura milanese», II sindaco Gabriele Albertini illustra in modo garbato il motivo delle perplessità: «Certo, i soldi sono sempre graditi. Ma se teniamo conto dei 56 milioni dì euro del Piermarini, dei soldi spesi per gli Arcimbol-di e per l'ex Arnaldo, vediamo che il totale dei 115 milioni di euro è stato finanziato con soldi pagati dai milanesi e non dagli italiani. Pur essendo il marchio della Beala, insieme a quello della Ferrari, patrimonio del Paese e del mondo intero». Anche il vtcesindaco Riccar-do De Cerato, che ieri ha accompagnato Urbani nella lunga visita, insieme al sindaco, all'architetto Mario Botta, al soprintendente scaligero Carlo Fontana, agli assessori Carrubba e Martella e ai soprintendenti Grazia Di Francesco e Alberto Artioli, torna sulla questione dei finanziamenti: «Questa impresa spiega De Ceratoserve per rispondere a chi ci accusa di privatizzare pezzi del patrimonio dei milanesi in cambio di nulla. Noi abbiamo bisogno di soldi, il Comune ha bisogno di soldi per ristrutturare la Scala, fare gli Arcirnboldi e per tutte le altre grandi opere che non si possono pagare con i mutui». De Cerato ha voluto poi precisare che «i 5 milioni di euro annunciati dal ministro non sono destinati al Comune ma alla Fondazione Scala». A sua volta, il soprintendente Fontana ha rassicurato: «E uno stanziamento che non useremo per la gestione del teatro, ma sarà un contributo per le spese di ristrutturazione». E presto, in aula consiliare, il vìcesìndaco risponderà alle varie interrogazioni dell'opposizione che chiede chiarezza sui conti: «De Corato sì ostina a ripetere che non è stato sforato il budget previsto. Ma non ci parla delle riserve di cantiere, che vorremmo sapere a quanto ammontano». Le riserve di cantiere sono i soldi in più che l'impresa, a conclusione dei lavori, dichiara di avere speso e pretende dal committente e De Corato ammette: «Abbiamo ricevuto molte richieste, ma finora le abbiamo tutte respinte. In aula, comunque, fornirò presto tutti i dettagli».