Il presidente degli Amici di Brera È importante ricordare e ribadire il significato dell'accordo firmato il 24 novembre 2008 tra il ministro della Difesa, il ministro ai Beni culturali, il sindaco di Milano e il presidente dell'Accademia di Brera. La Pinacoteca si ingrandisce acquisendo parte degli spazi oggi occupati dall'Accademia. Quest'ultima parzialmente trasloca nella caserma di via Mascheroni, edificio storico e di buona qualità architettonica. Le conseguenze operative si possono riassumere sinteticamente: 1) Individuare i nuovi spazi espositivi che si rendono disponibili: un vasto patrimonio di dipinti di proprietà della Pinacoteca non è oggi visibile; 2) Creare spazi attrezzati per allestire mostre temporanee; 3) Predisporre i servizi necessari per una dignitosa visibilità del museo (ascensori, bookshop, guardaroba, ristorante, bar e servizi igienici). 4) Garantire livelli di manutenzione e di cura; 5) Recuperare l'intelligente e illuminata intuizione che l'imperatrice Maria Teresa ebbe quando volle realizzare una reale collaborazione tra arte, lettere, scienza e natura attraverso la coesistenza di Pinacoteca, Accademia, Biblioteca Braidense, Osservatorio astronomico e Orto botanico; 6) Assegnare presso la caserma di via Mascheroni spazi per l'Accademia funzionali all'insegnamento delle molteplici e particolari discipline. Tutto ciò premesso, mi chiedo: che cosa ha fatto seguito all'accordo del 24 novembre 2008, dopo ben dieci mesi? I cittadini non hanno avuto alcun segnale o notizia, mentre numerose sono state le dichiarazioni da parte di alcuni responsabili dell'Accademia che esprimevano totale dissenso a qualunque modifica dello stato di fatto. Ed è grave che da parte di alcuni dei firmatati dell'accordo non siano seguite adeguate precisazioni. Che significa? Che la firma del protocollo non ha alcun valore e non rappresenta un preciso impegno attuativo? Che i firmatari non si rendono conto della trascuratezza e dell'abbandono degli spazi comuni del Palazzo di Brera? Mi auguro che il senso di responsabilità di tutti gli organi politici e burocratici coinvolti nel programma di riqualificazione del Sistema Brera prevalga sui tristi meccanismi di conservazione e immobilità presidente degli Amici di Brera
Bassetti: un sistema da rilanciare sfidando conservazione e immobilismo
Il presidente degli Amici di Brera ricorda l'accordo del 24 novembre 2008 tra il ministro della Difesa, il ministro ai Beni culturali, il sindaco di Milano e il presidente dell'Accademia di Brera per la riqualificazione del Sistema Brera. L'accordo prevedeva la traslocaia dell'Accademia nella caserma di via Mascheroni e la creazione di spazi espositivi nella Pinacoteca. Tuttavia, dopo dieci mesi, non ci sono stati progressi e alcuni responsabili dell'Accademia hanno espresso dissenso a qualsiasi modifica dello stato di fatto. Il presidente degli Amici di Brera chiede di sapere cosa è successo e se la firma dell'accordo non ha alcun valore.
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