ROMA «A questo punto, e visti i progetti che circolano, i nostri governanti dovrebbero sospendere le celebrazioni per il 150 anniversario dell'Unità d'Italia e mettersi seriamente a studiare, per i prossimi centocinquant'anni, la nostra storia patria». Emilio Gentile, storico contemporaneo e studioso del fascismo, ha uno sperimentato senso dell'umorismo, inevitabilmente intriso di cultura. Ma stavolta la sua provocazione nasce dallo sconforto, cioè dalle indiscrezioni che trapelano sul documento che il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi sottoporrà mercoledì al Comitato dei garanti per le celebrazioni, presieduto da Carlo Azeglio Ciampi. Ieri Riccardo Chiaberge, sul Sole 24 ore , ha ironizzato soprattutto su due punti. Il piano di convegni (letterale, dal documento) «sulla valorizzazione delle molte anime del Risorgimento, che non furono solo quella monarchica e quella democratico-liberale ma anche quella federalista (Cattaneo, Gioberti)». Mettendo, insomma, sullo stesso piano il federalismo repubblicano e di stampo elvetico-europeo di Cattaneo, intrinsecamente laico, col neo guelfismo di Gioberti che immaginava una confederazione degli Stati italiani preunitari presieduta dal Papa. Altro punto: «Un censimento dei dizionari dialettali che fotograferebbe la varietà linguistica del dopo Unità e risponderebbe anche a una esigenza avvertita». Il rinvio alla Lega è del tutto evidente. Dice ancora Gentile: «Tutta questa vicenda sta assumendo toni purtroppo cialtroneschi. Qui manca completamente l'idea di fondo, quella dell'unità d'Italia. E allora, cosa ci mettiamo a celebrare? E come si fa a semplificare con tanta rapidità mettendo sullo stesso piano Cattaneo e Gioberti? Già sento l'obiezione: li accomuna comunque un'idea federalista. Un po' poco, mi pare. Vedo anche una gran voglia di 'rileggere' il Risorgimento. Idea vecchissima. Vorrei ricordare che lo hanno già fatto, a tempo debito, Croce e Salvemini. Suggerirei caldamente di rivolgersi agli specialisti, cioè agli storici». Furioso un altro storico contemporaneo, Lucio Villari: «Chi ha scritto quel documento ha un'aria arrogante e sciocca, tradisce una cultura scolastica da Bignami. Mi pare quasi superfluo ricordare che Gioberti, in una fase drammatica come quella del 1848, immaginò una confederazione di Stati italiani sotto la presidenza onoraria del Pontefice, un'Italia sempre divisa ma finalmente priva di contrasti interni. E che invece Cattaneo immaginava uno Stato unitario laico e repubblicano composto da realtà dotate di forti autonomie e diverse regolamentazioni legislative. Due cose lontane tra loro. E entrambe diverse dall'idea della Lega, insomma ciò che hanno in mente Bossi e Bondi, prossima al separatismo e distante dalle radici del Risorgimento». Un'ultima stilettata: «Quel passaggio tradisce una rapida infarinatura di cultura storica piena comunque di errori di attribuzione e di concetti». Si ribella, infine, anche Valeria della Valle, linguista e lessicografa, storica della lingua italiana, membro del Comitato dei garanti: «Il censimento dei dizionari dialettali? Per consultare i testi autentici e di valore scientifico, prodotti tra l'Ottocento e il Novecento, basta collegarsi online al sistema bibliotecario nazionale. Ma se invece si progetta, come purtroppo temo, di arrivare anche a opere minori, allora mi sembra un approccio pericoloso. Quel campo è ingombro di ciarpame culturale, di produzioni espresse da singoli personaggi privi di titoli scientifici, dal parroco al maggiorente locale». L'appuntamento è fissato per mercoledì mattina, ai membri del Comitato è arrivata una lettera firmata da Ciampi. E in quel contesto, assicura Bondi, «potranno esprimere la propria valutazione». Come andrà a finire?
Unità d'Italia. Il documento di Bondi: Cattaneo-Gioberti coppia federalista. No degli storici
Il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi ha sottoposto al Comitato dei garanti per le celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia un documento che ha generato critiche. Emilio Gentile, storico contemporaneo, ha ironizzato sul piano di convegni sulla valorizzazione delle anime del Risorgimento e ha criticato la rapida infarinatura di cultura storica nel documento. Lucio Villari, altro storico contemporaneo, ha criticato l'arroganza e la sciocchezza del documento. Valeria della Valle, linguista e lessicografa, ha espresso preoccupazioni sul censimento dei dizionari dialettali. Il Comitato dei garanti si incontrerà mercoledì mattina per esprimere la propria valutazione.
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