ROMA I Centoautori contro il ministro Sandro Bondi. «Bondi si deve dimettere, se ne deve andare a casa. Non è in grado di dare i soldi che servono. Parla di censura. Vuole finanziare solo i film che piacciono a lui: è contro il cinema italiano», ha tuonato Andrea Purgatori, coordinatore del gruppo. Questo dopo che il ministro della Cultura aveva espresso solidarietà a Brunetta, attaccato per i commenti sui «cineasti parassiti» e sull'Italia «placida e leggermente schifosa». Ma, ieri Brunetta è tornato sull'argomento: «Lo Stato deve finanziare la cultura. Se faccio film che nessuno va a vedere ma devo essere finanziato perché sono un intellettuale è un imbroglio». E, sulla Mostra del cinema: «Ho visto spiegare come va il mondo da quelli che non avevano capito niente. Il film è come un'azienda: ti presto i soldi, se va bene ok, sennò me li ridai lo stesso. Perché finanziamo il cinema? Forse finanziamo il piano bar?». A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali: «Su Brunetta credo sia necessario abbassare i toni. È una polemica anacronistica».