LOrdine dei geologi apprezza la scelta dellassessore Viano: giusta la cautela «Il Comune ci ripensi, eliminare del tutto la collina dal piano casa varato dalla Regione vuol dire ridurre al minimo la portata dellintervento in città». Alle associazioni che raggruppano imprese edili e piccoli proprietari non convincono i paletti posti dallassessore allUrbanistica, Mario Viano, allaumento delle volumetrie, dal 20 al 35 per cento, per la case uni-bifamiliari votata a Palazzo Lascaris. La delibera verrà portata nella riunione di giunta di martedì prossimo e poi inizierà liter di discussione in Sala Rossa. Il centrodestra, in testa la Lega Nord, è già sul piede di guerra per la decisione di Viano di eliminare tutte le zone a rischio idrogeologico «3» e non solo le «3a» come previsto dalla Regione Stop in tutta la collina, oltre a quartieri come Barca e Bertolla. «Così si annullano drasticamente tutti gli effetti del piano casa - dice Alessandro Cherio, presidente del collegio costruttori di Torino - mi stupisce come impostazione, visto che già a livello regionale, dopo una lunga mediazione, siamo riusciti ad arrivare ad un testo accettabile. In collina non ci sono solo i miliardari con le ville». Per i costruttori porre la questione del problema idrogeologico è unesagerazione: «Se si ha un porticato e si vuole chiudere per avere una stanza in più non si devasta il territorio, non si toccano nemmeno le fondamenta. È un banale lavoro di muratura», sostiene Cherio. E aggiunge: «Se il testo definitivo dovesse essere quello prospettato dallassessore Viano spero che le associazioni di categoria vengano convocate per spiegare le loro ragioni». Sulla stessa linea i vertici dellUppi, ad iniziare dalla presidente Piera Bessi: «Abbiamo già ricevuto molte richieste dinformazione da parte di associati e no - dice - tanto che stiamo organizzando un convegno per il 9 ottobre proprio sul piano casa. Siamo discretamente soddisfatti della legge regionale, se però gli effetti vengono meno su Torino la questione si complica». A livello tecnico lUppi sostiene che «è necessario fare dei distinguo - sostiene il geometra Luigi Pagliero - non ci si può riferire alle caratteristiche idrogeologiche generali, bisognerebbe verificare il tipo di intervento che si vuole realizzare. Altrimenti si è troppo ingessati, mi pare unesagerazione». I Comuni hanno tempo fino a fine settembre per porre dei paletti rispetto alle deroghe decise dalla Regione, superato il termine vale il silenzio-assenso. LUppi è preoccupata perché anche le principali amministrazioni dellhinterland, a partire da Collegno, «vogliono prendere tempo, disapplicando la legge regionale, per poi decidere successivamente in quali zone si può intervenire», sostiene Pagliero. Ma il tempo è prezioso, anche perché i proprietari possono approfittare dellaumento dei volumi solo fino al 31 dicembre del 2011. I geologi cosa pensano dei paletti fissati dal Comune? Risponde Silvio Cremasco, presidente dellordine professionale: «La cautela dellamministrazione sulla destra orografica del Po e sulla zona della collina è comprensibile - dice - Basta vedere quello che succede in alcune aree della collina con qualche acquazzone». E aggiunge: «Quando si parla di rischio 3 si parla di impossibilità di edificare, è consentito solo il recupero dellesistente. Si potrebbe però lasciare uno spiraglio: la valutazione caso per caso degli interventi e del loro peso».