Talamone, Di Vincenzo attacca la minoranza e difende Matteoli BOTTA E RISPOSTA Dopo le furibonde polemiche in consiglio illustrati nel dettaglio i particolari Il Porto di Talamone al centro di furiose polemiche a Orbetello tra maggioranza e opposizione; botta e risposta che vanno ben oltre i banchi del consiglio comunale, tanto che l'assessore Di Vincenzo difende il proprio operato e quello della giunta. «L'ultimo consiglio - dice - è stato molto aspro sul porto di Talamone; siamo stati nuovamente accusati di esserci mossi in ritardo per realizzare questa grande opera. Sono chiacchiere; l'amministrazione Minucci spese soldi pubblici inutilmente quando nel 95-96 affidò l'incarico per realizzare un progetto non conforme agli strumenti di pianificazione allora vigenti. Soltanto dal 2007, infatti, con il master plan dei porti e la modifica del Pit, la Regione ha conferito nuovamente dignità all'approdo di Talamone, trasformandolo in un porto. Noi ci siamo mossi subito per realizzare concretamente e in pieno le potenzialità della struttura, in quanto erano stati modificati anche i parametri di capienza e recettività». La giunta Matteoli, quindi, non sarebbe in ritardo e con l'atto d'indirizzo recentemente adottato, l'attuale primo cittadino di Orbetello starebbe per realizzare il primo punto del programma votato dai cittadini lagunari. «Con l'atto d'indirizzo adottato di recente - sottolinea l'assessore - Provincia, Regione e Comune hanno modificato i propri strumenti urbanistici. Al lavoro per studiare l'assetto migliore per la nuova struttura ci sono quotati tecnici esterni e i tecnici dei nostri uffici». Nell'ambito dell'accordo di pianificazione, sono chiarite con maggior puntualità le caratteristiche che avrà la nuova struttura, la quale potrà ospitare fino a 1000 posti barca, se tale recettività verrà giudicata ecosostenibile, e il rapporto parcheggioposto barca sarà di 0,8, piuttosto che il consueto 1,5, per evitare inutile consumo del territorio. Le attività che saranno ammesse nel nuovo porto turistico saranno principalmente legate al diporto. «Saranno ammesse - dice l'assessore all'urbanistica - tutte le attività d'accoglienza, alaggio, rimessaggio, manutenzione delle imbarcazioni e cantieristica. Sarà inoltre possibile svolgere attività velistiche, commerciali, culturali, direzionali, collettive e d'interesse pubblico, residenziali e ricettive». Lo scalo turistico, inoltre, prevederà ormeggio e rimessaggio delle imbarcazioni da diporto, servizi per il charter nautico, noleggio e locazione natanti, attività a cui saranno riservati appositi posti barca».