Da Grosseto a Viareggio, tante le iniziative A Pisa multe per chi non rispetta gli orari di smaltimento FIRENZE. Tutto è partito da Andrea, un bambino di 9 anni, che ha scritto al sindaco di Firenze Matteo Renzi di istituire una giornata per la pulizia della città. Così ieri nel capoluogo toscano si è celebrato il «Ramazza day». Migliaia di volontari, muniti di scope e sacchi si sono messi a pulire le strade della città. Firenze non arriva prima nel nuovo fenomeno della ramazza-fai-da te. A Viareggio in agosto molti cittadini hanno preso la scopa e si sono messi a pulire pinete, strade e spiagge. «Non c'è nulla di politico nella pulizia della pineta. Il vero problema è l'assenza di regole: chi sporca non è punito», spiega Enrico Petri, conosciutissimo medico viareggino che, munito di rastrello si è messo anche lui a pulire la Pineta di Ponente. Gesto simbolico. Ovviamente c'è sempre chi alza il ditino per accusare (ad esempio il senatore del Pdl Paolo Amato e il verde Fabio Roggiolani): i cittadini pagano le tariffe per la pulizia delle strade e quindi ci pensino gli spazzini a tenerle in ordine e i sindaci facciano funzionare le aziende pubbliche della nettezza anzichè organizzare i «Ramazza day». E' ovvio che i sindaci e i volontari delle ramazze e delle rastrelle non si vogliono sostituire alle società della nettezza urbana, ma esprimere l'idea civica che è importante tenere pulita la strada, la piazza, l'aiuola. Che fuori della porta della propria casa c'è una città da amare. Sindaci netturbini. Se Renzi si è beccato i rimbrotti delle opposizioni, al suo collega di Grosseto, Emilio Bonifazi, è andata peggio: è stato infatti bacchettato dalla Soprintendeza e segnalato alla Procura della Repubblica per aver pulito le mura della città senza le necessarie autorizzazioni ministeriali. Bonifazi, la giunta e una cinquantina di ragazzini si presentarono armati di guanti e sacchi della spazzatura. Indosso una maglietta bianca con la scritta: «Ramazza e buon senso». La Livorno da pulire. E pensare che la Toscana ha molto bisogno di «Ramazza day» e sindaci spazzini. A Livorno, ad esempio, dall'Accademia Navale a Antignano, passando per l'Ardenza, la zona preferita dai pittori macchiaioli dei tempi andati, ci sono molti rifiuti, vetri e cartacce. Fra le siepi si trovano i resti di bottiglie di birra, ma anche sedie rotte e tavoli sfondati. L'area più critica è quella della Rotonda di Ardenza, dove da anni lo chalet centrale è abbandonato. E i cittadini protestano, chiedendo alle istituzioni più attenzione e più vigilanza per il lungomare. L'anfiteatro di Lucca. Lucca è una delle città più visitate dai turisti, ma non si può dire che versi in buone condizioni. Piazza dell'Anfiteatro, splendido scenario disegnato dall'architetto Nottolini nel cuore di Lucca, è trascurata. In particolare lo sono le volte di accesso, che ospitano bidoncini per i rifiuti dei locali pubblici e che sovente sono aggredite da rifiuti di ogni genere, da carta e cartone, da vecchie bici. Altra città in cattivo odore di sporcizia è Pisa, ma nella scorsa settimana c'è stata un'imponente opera di pulizia e rimozione della spazzatura in molte zone e piazze della città con multe a ripetizione ai commercianti che non rispettavano gli orari di smaltimento. Discarica a Pontedera. Una piccola discarica abusiva si è formata nell'area industriale di Pontedera. All'inizio c'erano solo alcuni pneumatici e qualche cumulo di pietre e calcinacci. Poi si è ingrossata con materassi, pneumatici, plastica di vario genere ma anche pezzi di eternit nascosti tra calce e mattoni. Tra gli scarti ci sono anche rifiuti speciali. Prato e Pistoia. A Prato la zona più sporca della città è la Chinatown a causa della scarsa attenzione dei cinesi che accumulano rifiuti accanto ai cassonetti e in altre parti. Altra zona ad alta sporcizia è quella del Macrolotto 2. A Pistoia i vicoli del centro attorno a piazza della Sala: sono da sempre uno dei punti deboli dello spazzamento in centro. Commercianti e abitanti li utilizzano spesso come piccole discariche. Per di più - specie d'estate - diventano anche latrine a cielo aperto.