Prima di rientrare alla Galleria degli Uffizi, nella Sala del Duecento, l'opera proveniente da Roma sarà esposta nella Sala di San Pier Scheraggio dal 15 settembre per circa due settimane Giulia Gizzani La ritrovata bellezza originaria del «Polittico di Badia» di Giotto torna a Firenze, pronta a entusiasmare fiorentini e turisti. Per la prima volta, dopo il lungo lavoro di restauro a cui l'opera è stata sottoposta, gli occhi degli amanti dell'arte potranno così godere del ripristinato splendore cromatico del lavoro giottesco che, negli ultimi anni, era stato offuscato, versando il dipinto in uno stato di visibile degrado. L'intervento di risanamento della tavola - condotto da Stefano Scarpelli e dai suoi collaboratori, sotto la direzione competente e sensibile di Angelo Tartuferi - è terminato alla fine di febbraio 2009 e, subito dopo, la creazione è partita per Roma, confluendo all'interno dell'allestimento titolato Giotto e il Trecento. Un ritorno trionfale, dunque, nella città del Giglio, che potrà visitare (eccezionalmente) il polittico all'interno della Sala di San Pier Scheraggio a partire dal 15 settembre per circa due settimane, dopodiché l'opera verrà collocata nuovamente nella sala del Duecento degli Uffizi, dove si trovava prima della parentesi romana. Un'occasione straordinaria per tutti di osservare da vicino - gratuitamente - i mirabili risultati sortiti dal lavoro di restauro e le virtù riscoperte. Il Polittico è composto da cinque scomparti a cuspide triangolare e raffigura i busti della Madonna col bambino (scomparto centrale) e, da sinistra, i santi Nicola di Bari, Giovanni evangelista, Pietro e Benedetto. Le cuspidi contengono invece tondi con busti di angeli, e, in quella centrale, è possibile scorgere un Cristo benedicente. La tavola è stata conservata a lungo nel convento e poi nel Museo dell'Opera di Santa Croce, per poi essere trasferita agli Uffizi. Sottoposta a un primo intervento di restauro nel lontano 1958 - grazie alla maestria di Ugo Procacci - e a un secondo nel 2000, l'opera è tornata a splendere pi che mai per il pubblico nazionale e internazionale. «Il lavoro magistrale di esperti scientifici e di restauratori - sottolinea la soprintendente del Polo museale fiorentino, Cristina Acidini - ha rimesso in valore anzitutto le parti originali di una pellicola che non si può non definire in vaste aree disastrata, chinandosi con la medesima amorosa attenzione sui sacri personaggi e sui raffinatissimi ornati che li inquadrano e li esaltano». E, ovviamente fiero dei risultati conseguiti, gioisce anche il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali: «Le virtù cromatiche del polittico sono palesi ora che la pulitura (pur così oculata e discreta) ha sollevato il velo bruno calato col tempo sui fondi dorati, sui carnati soavi e sui panni sobri degli attori», afferma. L'intervento di restauro, per una spesa che complessivamente ammonta a 4550 mila euro, è stato finanziato - per la parte relativa alle indagini e agli studi preparatori - dall'istituto giapponese Nict (National Institute of Information and Communications Technology) di Tokio, mentre il costo del lavoro diretto sulla tavola è stato coperto grazie alla mostra romana al Vittoriano, svoltasi nella primavera di quest'anno. Un esito straordinario che permette adesso al capolavoro di Giotto di godere di una nuova entusiasmante leggibilità. Un gioiello del passato restituito in una ripristinata e spettacolare veste all'umanità.