Una struttura che sarà in grado di competere con quelle di Taormina e Siracusa. Le risorse si potrebbero trovare nei fondi comunitari per lo sviluppo, senza contare che sarebbero disponibili i 90 milioni dell'accordo quadro per il Parco di Regalbuto che non si farà più La proposta del nostro giornale di valorizzare i siti antichi di Catania, cioè il teatro grecoromano di via Vittorio Emanuele e l'anfiteatro di piazza Stesicoro, ha suscitato mia serie di reazioni, a favore e contro. L'argomento merita un approfondimento sia sul piano culturale che su quello economico. Sull'anfiteatro romano di piazza Stesicoro c'è stato un interessante intervento del soprintendente ai Beni culturali e ambientali Gesualdo Campo, che avvertiva come i resti dell'anfiteatro romano siano sì certamente vasti, ma difficilmente recuperabili per l'allestimento di spettacoli ed eventi vari, senza contare l'intralcio alla viabilità cittadina, per cui la Soprintendenza stava provvedendo a opere possibili di «adeguamento funzionale» per consentire un migliore accesso ai visitatori, con un occhio al contiguo palazzo Tezzano in vendita da cui si potrebbe arrivare agevolmente all'anfiteatro. Campo si dichiarava invece d'accordo per lo sgombero del teatro grecoromano di via Vittorio Emanuele. Ed è su questo che conviene attendere i riflettori. La situazione sta in questi termini. Sul teatro grecoromano di via Vittorio Emanuele, il cui impianto originario risale al V secolo a.C., insistono i palazzi Gravina, Fasanaro, Tricomi e Sigona, un centinaio circa di abitazioni regolarmente occupate in genere da famiglie di professionisti che sicuramente non sono disponibili a traslocare, se non a determinate condizioni. A naso si può valutare il valore di questi immobili al massimo 30 milioni dl euro, pari a 60 miliardi di vecchie lire. Certamente una somma notevole. Però per contrapposto si completa il teatro con altri 5000 posti, attualmente «oscurati» dagli edifici, portandolo alla capienza originaria di 7000 posti, praticamente quanto quelli dei teatri di Taormina e Siracusa. Una struttura del genere nel cuore della città, a due passi da Piazza Duomo e a via Crociferi, sarebbe un palcoscenico di grande attrazione per eventi d'alto livello. Recuperare 5000 posti quanto vale negli anni, considerando le migliaia di spettatori e l'indotto nella città in alberghi, ristoranti, negozi, e soprattutto come inserimento nel circuito culturale internazionale? Per esemplificazione con 7000 posti puoi ospitare un concerto di Bocelli, con soli 2000 posti sarebbe un salasso economico. Si obietterà che 30 milioni o giù di lì è una somma difficile da reperire da parte della Regione. Ma non è astronomica e nelle pieghe delle risorse comunitarie per lo sviluppo si può trovare una qualche soluzione. Ad esempio ci sono 90 milioni dell'accordo quadro per il Parco di Regalbuto che non è stato più realizzato. Non se ne potrebbe impiegare solo una parte per dare a Catania un grande teatro millenario? Insomma è una scommessa da non perdere. Conosciamo tutte le obiezioni possibili: non ci sono parcheggi vicini, ci vogliono poi i soldi per la ristrutturazione del sito, bisognerà modificare per mesi il transito in via Vittorio Emanuele. Ma non sono ostacoli insormontabili davanti alla prospettiva di un teatro millenario ideale per le grandi manifestazioni artistiche. Lavoriamoci su questo problema, perché per Catania e per la cultura siciliana è troppo importante per darsi vinti prima di cominciare.
Quanto vale per il futuro di Catania Un teatro millenario da 7.000 posti?
Un articolo di giornale propone la valorizzazione dei siti antichi di Catania, come il teatro grecoromano di via Vittorio Emanuele e l'anfiteatro di piazza Stesicoro. Il soprintendente ai Beni culturali e ambientali Gesualdo Campo ha espresso un'opinione a favore dell'allestimento di spettacoli e eventi all'anfiteatro, ma si è opposto allo sgombero del teatro grecoromano. L'articolo sostiene che la struttura potrebbe essere recuperata e valorizzata, recuperando i 5000 posti oscurati dagli edifici, e che potrebbe essere un palcoscenico di grande attrazione per eventi d'alto livello.
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