Da Roma non sono (ancora) arrivati i 30 milioni promessi «Il progetto potrebbe restare fuori dalle celebrazioni del 2011» Se i bolognesi nei prossimi mesi troveranno le strade e i marciapiedi della città meglio tenuti dovranno ringraziare il leader della Lega Nord Umberto Bossi. Ma al tempo stesso le incursioni leghiste dell'ultima estate rischiano di compromettere il progetto di realizzare un museo a Palazzo d'Accursio. Il motivo del paradosso è semplice: dopo che la Lega ha dichiarato di non voler spendere nemmeno un euro per le celebrazioni del l5oesimo anniversario dell'Unità d'Italia nel 2011, il governo non ha mantenuto la promessa di stanziare 30 milioni di euro per il progetto di un museo del Risorgimento a Palazzo d'Accursio. Di conseguenza l'amministrazione comunale si è trovata ad avere tra le mani 7 milioni accantonati nel 2009 per il museo (in totale l'investimento di Palazzo d'Accursio sarà di 30 milioni) che non poteva spendere. E per questo, come ha spiegato ieri in consiglio comunale il vice-sindaco Claudio Merighi rispondendo ad una domanda del consigliere di Forza Italia, Daniele Carella, il Comune ha dirottato quei 7 milioni di euro sulla manutenzione di strade e marciapiedi. La manovra è contenuta in una variazione al piano dei lavori pubblici che arriverà all'esame del consiglio comunale. L'idea di fare un museo a Palazzo d'Accursio negli spazi liberati dopo il trasferimento degli uffici nella nuova sede del Comune nella zona dell'ex mercato ortofrutticolo era della giunta Cofferati. Solo in corsa d'opera si era poi pensato di agganciare la proposta alla commemorazione del l50esimo anniversario dell'Unità d'Italia. «La gara per questo tipo di lavori - ha spiegato ieri Merighi - deve essere fatta dal Ministero. Ma da Roma non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione. I nostri 20 milioni di euro ci sono e chiaramente se il Palazzo rimane vuoto è un problema». Ma il progetto del museo rischia di saltare? Alla domanda prova a rispondere la direttrice dei lavori pubblici del Comune, Raffaela Bruni: «Non sappiamo cosa può accadere adesso: può succedere a questo punto che il progetto esca definitivamente dalle celebrazioni del 2011 oppure che sia pronta solo una parte». Ma la dirigente assicura che in ogni caso, anche in assenza totale di finanziamenti nazionali, Palazzo d'Accursio non resterà vuoto: «Il progetto era stato pensato prima delle celebrazioni dell'Unità d'Italia e andrà avanti anche se il governo deciderà di non erogare fondi». L'altro risvolto della medaglia è per che l'empasse sui finanziamenti per le celebrazioni dell'unità d'Italia, porta ossigeno al piano di manutenzione del Comune. La scelta non è casuale. Delbono, girando per Bologna in campagna elettorale, ha capito che una delle principali colpe che si imputava alla giunta Cofferati era quella di aver trascurato il tema dell'arredo urbano e del degrado della città. «L'amministrazione, ha detto ieri Meriggi, è al corrente dello stato manutentivo delle strade e dei marciapiedi. Sui 1.2oo chilometri di marciapiedi che ci sono in città si fanno controlli ogni tre-sei mesi. Il problema è che le risorse disponibili sul tema monitoraggio e manutenzione sono attorno ai cinque milioni di euro, che non erano sufficienti». Merighi ha anche lasciato intendere che, contestualmente all'avvio della pulitura dei graffiti dai muri della città, il Comune presterà un'attenzione particolare alla manutenzione dei portici e dei marciapiedi in centro storico, studiando modalità d'intervento anche nel caso in cui siano di proprietà privata.
Bologna. Risorgimento, museo al palo E i fondi del Comune finiscono a tappare le buche
Il progetto di un museo del Risorgimento a Palazzo d'Accursio a Bologna è in pericolo di essere cancellato a causa della mancanza di fondi. Il governo non ha mantenuto la promessa di stanziare 30 milioni di euro per il progetto, e il Comune ha dovuto dirottare i 7 milioni di euro accantonati nel 2009 per il museo sulla manutenzione di strade e marciapiedi. La gara per il progetto dei lavori pubblici deve essere fatta dal Ministero, ma non è stata ricevuta alcuna comunicazione da Roma. Il progetto era stato pensato per le celebrazioni del 2011, ma ora rischia di essere cancellato.
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