Stop a Triennale Immagine. Il governo non finanzierà la realizzazione del museo della fotografia, della tv, del web e della pubblicità all'ex Ansaldo di via Borgognone. Il progetto da 21 milioni di euro è stato eliminato dall'elenco delle opere previste per le celebrazioni dell'Unità d'Italia, nel 2011. Così l'assessore alla Cultura, Finazzer Flory: «Subito un partner privato». Il presidente della Triennale, Davide Rampello: «Non rinunciamo al progetto» Dal ministero ai Beni culturali è già partita una telefonata e nei prossimi sarà spedita anche una lettera ufficiale a Letizia Moratti, giusto per ribadire il concetto. Questo: non saranno stanziati i fondi per il polo Triennale Immagine all'ex Ansaldo di via Borgognone. Il museo è stato cancellato dall'elenco dei progetti finanziati dal governo per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, il «ridimensionamento» del programma s'è portato via i 21 milioni promessi al Comune. Il sindaco ne ha discusso ieri con l'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, La linea è decisa: «Cercheremo un partner privato per portare comunque avanti il progetto», magari spostando la scadenza dal 2011 al 2015. Un obiettivo rilanciato da Davide Rampello, presidente della Triennale e promotore del centro culturale in zona Tortona: «Troveremo una soluzione, è sicuro, Milano non può rinunciare a questo museo». E' un museo della fotografia, ma anche del web, della televisione e della pubblicità. Palazzo Marino ha ricavato 28 milioni di euro dal bilancio e indicato la sede (15 mila metri quadri in una stecca Ansaldo), Rampello ha radunato nell'impresa Spazio Forma, Fondazione Corriere, Sole 24 Ore, Motta e Alinari. Lo Studio Certi ha firmato il restyling degli spazi industriali: sale, laboratori, residenze per artisti e scantinati sotterranei riadattati e climatizzati per ospitare l'emeroteca e le collezioni d'arte del Castello, il Centro d'arti visive e parte dei depositi Bertarelli. Triennale Immagine è inserita nel distretto Tortona del design e completa il polo della creatività, accanto ai laboratori della Scala e alla nascente Cittadella delle culture extraeuropee firmata dall'architetto Chipperfield. Il progetto è pronto da più d'un anno. I tagli del Commissariato per l'Unità d'Italia, ora, costringono Comune e Triennale a rivedere in fretta i loro piani, Un museo, quattro anime: foto, Internet, tv e pubblicità, «il sistema nervoso della nostra società». Una sede, tre funzioni: esposizione, formazione e ricerca universitaria, «Non possiamo rinunciare alla qualità e ai contenuti di questo progetto», insiste Rampello». Anche perché, conclude, «sono tanti i maestri della fotografia che aspettano solo uno spazio idoneo per donare le loro opere». Letizia Moratti e Finazzer Flory hanno riguardato ieri il masterplan dei cantieri chiusi nel 2010, dal Teatro Puccini (riapre a marzo) al Museo del Novecento all'Arengario (inaugurazione a dicembre)., E di Triennale Immagine che ne sarà? «Siamo senza soldi pubblici, ma non ci fermiamo. A ottobre convocherò tutti i privati interessati», risponde Finazzer Flory. Che già ipotizza il percorso del project financing: il Comune mette la sede, un'impresa culturale il resto.